Confidentiality Guaranteed
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L’Autorità Nazionale Anticorruzione (ANAC) ha aggiornato il quadro regolatorio sul whistleblowing con due delibere (478 e 479 del 26 novembre 2025), con notizia pubblicata il 12 dicembre 2025.
La Delibera 478 approva le Linee guida sui canali interni di segnalazione, mentre la Delibera 479 aggiorna le Linee guida sulle segnalazioni esterne per garantire coerenza con i nuovi canali interni. Le modifiche tengono conto della consultazione pubblica e del parere del Garante della privacy. Si attende la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale.
Obblighi normativi
Il D.Lgs. 24/2023 stabilisce che enti pubblici e privati attivino canali interni per ricevere segnalazioni di violazioni normative, garantendo la riservatezza di tutti i soggetti coinvolti. I canali devono essere definiti in un atto organizzativo o nel Modello 231, indicando compiti, poteri e modalità di gestione. Canali già attivi secondo la legge 179/2017 devono essere verificati e adeguati.
Preferenza per i canali interni
Il legislatore privilegia i canali interni per garantire rapidità e vicinanza all’origine delle violazioni. Il ricorso al canale esterno ANAC è residuale e subordinato a condizioni specifiche.
Coinvolgimento delle organizzazioni sindacali
L’attivazione dei canali interni richiede un confronto informativo con organizzazioni sindacali (nazionali o aziendali). Il loro parere non è vincolante, ma la mancata consultazione espone l’ente a sanzioni.
Modalità di segnalazione
– Scritta: preferibilmente tramite piattaforme informatiche sicure o sistema a doppia busta; la posta elettronica è sconsigliata.
– Orale: tramite telefono, messaggistica vocale o incontro diretto; deve essere tracciata con verbale o registrazione.
Gestore del canale interno
Le segnalazioni sono gestite da una persona o ufficio interno autonomo o da soggetto esterno indipendente. Deve garantire imparzialità e riservatezza, accedere alle informazioni necessarie e coinvolgere altri soggetti solo se indispensabile. L’attività del gestore comprende: ricezione, istruttoria, accertamento dei fatti, trasmissione ad autorità competenti o archiviazione. La documentazione va cancellata entro 5 anni dall’esito.
Infrastruttura e affidamento esterno
È possibile affidare l’infrastruttura IT a terzi (cloud o on-premise) e la gestione a soggetti esterni, garantendo riservatezza e autonomia. In caso di canali condivisi tra enti, ciascun ente deve garantire accesso esclusivo e definire responsabilità chiare.
Supporto al gestore
In strutture complesse, il gestore può avvalersi di personale di supporto autonomo e formato, interno o esterno, autorizzato al trattamento dati.
Sanzioni
L’ANAC può irrogare multe da 10.000 a 50.000 euro in caso di mancata istituzione dei canali, procedure non conformi o gestione non corretta, con responsabilità attribuita agli organi di indirizzo.
Come possono intervenire gli investigatori privati?
L’investigatore privato può essere incaricato di svolgere:
– indagini interne, al fine di accertare la fondatezza delle segnalazioni ricevute. In questo caso, l’investigatore dovrà acquisire tutte le informazioni rilevanti, sia documentali che testimoniali, e procedere a tutte le verifiche necessarie per verificare l’attendibilità delle accuse;
– indagini esterne, al fine di raccogliere informazioni su soggetti terzi, che potrebbero essere coinvolti nelle condotte illecite segnalate. In questo caso, l’investigatore può utilizzare tutte le proprie competenze e conoscenze per raccogliere prove utili a supportare le indagini.
Gli investigatori privati possono intervenire anche in via preventiva, per prevenire, appunto, gli illeciti, attraverso la verifica del rispetto della policy aziendale, del codice etico e delle normative generali e di settore, fornendo le prove per eventuali azioni disciplinari e/o legali.
Le agenzie investigative, infatti, sono da sempre autorizzate ad effettuare i c.d. controlli difensivi, per la tutela del patrimonio aziendale, come da D.M. 1-12-2010 n. 269/10.
Fonte: edotto.com
