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Gli adolescenti vivono sempre più in una dimensione “onlife”, dove cercano ascolto e spazi di confronto, ma rischiano anche maggiore isolamento. È quanto emerge dalla XVI edizione dell’Atlante dell’infanzia (a rischio) in Italia di Save the Children, dedicato alla complessità dell’età adolescenziale.
Secondo la pubblicazione, intitolata Senza Filtri, oltre il 92% dei 15-19enni usa strumenti di intelligenza artificiale, e circa il 42% vi ricorre quando si sente triste, solo o ansioso, oppure per ottenere consigli su decisioni importanti.
Meno della metà degli intervistati (49,6%) dichiara un buon benessere psicologico, con un forte divario di genere: solo il 34% delle ragazze sta bene rispetto al 66% dei ragazzi. Quasi un adolescente su dieci si è isolato per motivi psicologici e il 12% ha assunto psicofarmaci senza prescrizione.
L’Atlante descrive gli adolescenti come un gruppo sempre più piccolo e fragile, segnato da disuguaglianze e problemi economici. Molti giovani vivono in condizioni familiari delicate: il 22% è figlio unico, quasi un quarto vive con un solo genitore. Più di un quarto degli 11-15enni è a rischio povertà, con forti differenze tra Nord, Centro e Sud. Si registrano anche povertà alimentare, energetica e casi di sovraffollamento domestico.
L’intelligenza artificiale è ormai parte integrante della vita quotidiana dei ragazzi: usata soprattutto per studiare e informarsi, viene spesso scelta anche come supporto emotivo perché percepita come disponibile e non giudicante.
Nonostante l’utilizzo massiccio degli strumenti digitali, la maggior parte degli adolescenti si dice soddisfatta delle relazioni con amici (oltre l’80%) e genitori (più del 77%). Tuttavia, la vita online porta nuove fragilità: il 13% ha un uso problematico di internet, il 38% controlla il telefono anche in compagnia, il 27% è inquieto senza smartphone e quasi la metà dei 15-19enni ha subito cyberbullismo, in forte aumento rispetto al 2018.
La pubblicazione completa è disponibile sul sito di Save the Children, e consultabile CLICCANDO QUI.
Cosa fare se si hanno dubbi sulla condotta del minore?
Se vi è il sospetto che il minore non sia sereno, perché online e/o nella vita reale qualcosa mina il suo equilibrio, sarebbe utile affidarsi a esperti del settore, come gli investigatori privati, specializzati in Web Intelligence OSINT e SOCMINT e in indagini per il controllo minori.
I genitori possono contattare un’agenzia investigativa autorizzata, non solo col fine di controllare l’attività online del minore, ma di controllarlo anche fuori casa. Gli investigatori privati infatti, possono compiere attività di pedinamento e monitoraggio del minore.
Come possono intervenire gli investigatori privati, in questi casi?
– attività di Web Intelligence OSINT e SOCMINT per la raccolta di elementi di prova dal web;
– attività di pedinamento e di monitoraggio del minore, per verificare la sua condotta e le sue frequentazioni fuori dalle mura domestiche;
– attività di Computer Forensics, per l’estrazione e la conservazione dei dati digitali.
– Testimonianza in Tribunale, per confermare quanto riportato nel Dossier investigativo, se necessario.
Fonte: minori.gov.it
