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Il decreto legislativo 12 giugno 2025 n.99 modifica l’assetto della responsabilità genitoriale per i danni da bullismo e cyberbullismo commessi dai figli minori.
Il nuovo impianto normativo amplia gli obblighi di vigilanza ed educazione, rafforzando la sfera educativa e la responsabilità diretta delle famiglie, laddove non basterà più “non sapere”, perché ai genitori è richiesto un impegno attivo e dimostrabile nella prevenzione, nel controllo e nella formazione dei figli.
L’attenzione non va focalizzata solo sul mondo digitale, come smartphone e social network, ma si sposta anche e soprattutto alla vita quotidiana offline, valorizzando la prevenzione e l’obbligo genitoriale di monitorare comportamenti e strumenti.
Il legislatore mette a punto una serie di interventi coordinati tra scuola, famiglie e istituzioni, in cui l’allerta tempestiva e la collaborazione attiva diventano parte integrante della diligenza richiesta ai genitori.
Il primo obbligo è quello che riguarda percorsi dedicati al riconoscimento e alla gestione di comportamenti aggressivi, indirizzati non solo agli studenti ma anche alle famiglie e al personale scolastico, mediante l’individuazione di referenti antibullismo e chiedendo alle scuole di redigere o aggiornare il documento che regolamenta l’uso delle tecnologie digitali e le procedura di intervento, affiancando anche l’impegno a creare ambienti scolastici capaci di intercettare il disagio attraverso il questionario sul clima relazionale che diventa uno strumento di rilevazione ufficiale.
Inoltre, sul fronte del supporto alle vittime, il decreto potenzia il servizio “Emergenza infanzia 114” come presidio h24 con canali telefonici e digitali per supporto psicologico, legale e pedagogico a minori e famiglie, integrato nelle attività informative scolastiche.
Ma la vera novità riguarda la responsabilità dei genitori, perché il decreto introduce una disciplina ad hoc sul risarcimento civile dei danni provocati da atti di bullismo e cyberbullismo che andranno risarciti salvo prova di aver adottato misure idonee di controllo ed educazione proporzionate all’età e all’indole del figlio.
La giurisprudenza identifica la colpa del genitore oltre che nell’assenza di una corretta attività di vigilanza sul comportamento del minore, anche nel comportamento antecedente allo stesso, ovvero nella violazione dei doveri concernenti l’esercizio della responsabilità genitoriale.
Una responsabilità che è principalmente di tipo civile, ovvero risarcitoria, e deriva dall’ obbligo di vigilazione ed educazione, partecipando attivamente a percorsi di prevenzione, alla formazione dei figli e alla collaborazione con scuola ed istituzioni, quindi puntando alla funzione di un genitore chiamato non solo per “riparare il danno”.
Per prevenire ed arginare gli episodi di bullismo e cyberbullismo sempre più ragazzi e famiglie chiedono l’intervento e il supporto di un’agenzia investigativa autorizzata che ha la funzione principale di acquisire prove inconfutabili per sostenere azioni legali o di tutela, attraverso la sorveglianza, l’osservazione e l’analisi del comportamento documentando i fatti con materiale video-fotografico.
L’agenzia può inoltre supportare le famiglie nel reperimento di informazioni e nel monitoraggio dei comportamenti dei minori, garantendo la massima riservatezza e offrendo consulenze per intervenire in modo mirato e prevenire ulteriori aggressioni.
Fonte: lascuolaoggi.it
