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La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 4936/2025, si è espressa in merito alla legittimità dei controlli investigativi effettuati da un’agenzia investigativa su incarico del datore di lavoro, confermando il licenziamento per giusta causa di un dipendente.
Il soggetto in questione aveva presentato ricorso in Cassazione dopo essere stato licenziato nel 2019. Il licenziamento era stato disposto in seguito alla scoperta di una serie di condotte illecite, tra le quali:
– falsa attestazione della presenza in servizio, con indicazione di orari diversi da quelli effettivi;
– utilizzo dell’auto aziendale per scopi personali con coinvolgimento di terzi;
– svolgimento di attività personali in luoghi pubblici indossando la divisa aziendale.
La datrice di lavoro, sospettando tali comportamenti, aveva incaricato un’agenzia investigativa per effettuare controlli tramite attività di pedinamento e non solo, accertando così gli illeciti commessi dal dipendente.
La Legittimità dei Controlli Investigativi
La Cassazione ha ribadito il principio già affermato dallo Statuto dei Lavoratori all’art. 2, secondo cui i datori di lavoro possono ricorrere ad agenzie investigative per la tutela del patrimonio aziendale, purché tale attività non si traduca in una vigilanza diretta sull’attività lavorativa vera e propria. Secondo la Corte, i controlli investigativi sono legittimi se finalizzati ad accertare comportamenti illeciti che possano danneggiare l’azienda, anche se effettuati al di fuori dei locali aziendali. In questo caso, la condotta fraudolenta del lavoratore, consistente nella falsa attestazione della presenza e nell’uso improprio dei beni aziendali, è stata ritenuta idonea a provocare un danno alla società, giustificando così l’intervento investigativo.
La Decisione della Cassazione
Alla luce delle prove raccolte dall’agenzia investigativa, la Corte ha rigettato il ricorso del dipendente, confermando la legittimità del licenziamento per giusta causa. Inoltre, il lavoratore è stato condannato al pagamento di circa 5.000 euro di risarcimento per le spese legali sostenute dalla controparte. La sentenza rappresenta un’importante conferma del potere del datore di lavoro di ricorrere a controlli investigativi per tutelare il proprio patrimonio aziendale, purché tali attività siano svolte nel rispetto dei principi di proporzionalità e di tutela della dignità del lavoratore.
Cosa può fare un’agenzia investigativa?
Attraverso il monitoraggio del dipendente gli investigatori privati possono accertare la realtà dei fatti e provare eventuali inadempimenti, raccogliendo le prove in un report fotografico e video che potrà essere confermato dall’agente investigativo, tramite testimonianza, in sede di possibile contenzioso. In particolare, le agenzie investigative agiscono attraverso:
– attività di monitoraggio e di pedinamento del dipendente;
– attività di web intelligence OSINT e SOCMINT per la raccolta di elementi di prova dal web: è spesso lo stesso dipendente a pubblicare online prove delle sue condotte illecite;
– testimonianza in tribunale, per confermare quanto riportato nel Dossier investigativo, se necessario.
Fonte: ilSole24Ore
