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La vicenda ha avuto inizio nel 2020, all’interno di un condominio a Modena e si è conclusa il 20 marzo 2024, con la condanna di una donna che minacciava i vicini di sfregiarli con la candeggina mostrando loro la tanica e, in aggiunta, seguiva con quotidianità una coppia di coniugi 50 enni divenendo il loro più grande incubo.
La donna era ossessionata dalla coppia arrivando persino ad essere denunciati dalla stessa per fatti inesistenti, chiamando sul posto le forze dell’ordine.
In particolare, l’imputata aveva preso di mira due famiglie, le quali, per lungo tempo, avevano vissuto nel terrore. La donna di 52 anni staccava continuamente la luce condominiale oppure chiamava con frequenza le forze dell’ordine per segnalare problematiche inesistenti come fughe di gas oppure pavimenti con scariche elettrostatiche dove la stessa avrebbe “preso la scossa”.
Uno degli anziani facente parte del condominio e preso di mira dalla donna era spesso obbligato a recarsi negli scantinati per riallacciare la luce durante la notte.
Per concludere, l’infermiera con mansioni amministrative di 52 anni è stata condannata per stalking ad un anno e quattro mesi di carcere e la sospensione della pena è subordinata al pagamento delle provvisionali a favore delle tre parti civili.
A seguito di perizia psichiatrica la donna è stata ritenuta capace di intendere e di volere.
Lo Stalking è quell’insieme di comportamenti di tipo persecutorio, reiterati e sotto forma di minaccia, intimidazione, molestia e sottomissione psicologica, che portano la vittima a vivere in un clima di terrore e di forte ansia, tanto da indurla a cambiare le sue abitudini.
Il reato di stalking (art. 612-bis del Codice penale) punisce con la reclusione fino a sei anni e sei mesi chi attua tali condotte.
L’art. 612-bis nel tempo si è esteso anche al contesto condominiale, poiché si è sempre più diffusa la fattispecie di atti persecutori nei confronti dei vicini di casa (“Decreto sicurezza”, convertito con la legge 24 aprile 2009 n. 38; Cass. Pen., 25 maggio 2011 n. 20895).
L’installazione di strumentazioni di videoripresa, anche per mezzo di agenzia investigativa autorizzata, può provare gli atti di stalking avvenuti all’interno degli spazi comuni condominiali, dal momento che il reato di cui all’art. 615 bis, che punisce le interferenze illecite nella vita privata, non si configura se i sistemi di videoripresa captano soltanto ciò che accade in spazi che, sebbene di pertinenza di una abitazione privata, di fatto non sono esclusi alla vista degli estranei, come il parcheggio condominiale, l’ingresso, le scale o i pianerottoli, destinati all’uso di un numero indeterminato di soggetti.
Come possono intervenire gli investigatori privati, in questi casi?
–Contro pedinamento, pedinamento e monitoraggio del soggetto;
-Installazione di strumenti di videosorveglianza;
-Indagini OSINT e SOCMINT, per la raccolta di tutti gli elementi utili a dimostrare l’illecito, cristallizzandoli nel tempo tramite software specifici che permettono di conservare le informazioni anche qualora venissero cancellate;
–Testimonianza in Tribunale, se necessario, per confermare quanto riportato nel Dossier investigativo.
Fonte: msn.com
