Confidentiality Guaranteed
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La Corte di Cassazione, con l’ordinanza n. 807/2025, ha stabilito che i controlli difensivi, compresi quelli effettuati con strumenti tecnologici, sono legittimi se eseguiti dopo l’insorgere di un fondato sospetto sulla commissione di un illecito da parte del dipendente, e devono riguardare esclusivamente i dati acquisiti successivamente a tale sospetto.
Nella sentenza viene infatti specificato che “in tema di cd. sistemi difensivi, sono consentiti, anche dopo la modifica dell’art. 4 St. Lav. ad opera dell’art. 23 del d.lgs. n. 151 del 2015, i controlli anche tecnologici posti in essere dal datore di lavoro finalizzati alla tutela di beni estranei al rapporto di lavoro o ad evitare comportamenti illeciti, in presenza di un fondato sospetto circa la commissione di un illecito, purché sia assicurato un corretto bilanciamento tra le esigenze di protezione di interessi e beni aziendali, correlate alla libertà di iniziativa economica, rispetto alle imprescindibili tutele della dignità e della riservatezza del lavoratore, sempre che il controllo riguardi dati acquisiti successivamente all’insorgere del sospetto”.
Nel caso di specie, il licenziamento di un vicedirettore da parte di una azienda è stato ritenuto illegittimo dai giudici, perché i controlli riguardavano dei file di log antecedenti all’alert proveniente dal sistema informatico in presenza di una attività illecita, e che aveva creato il fondato sospetto sul dipendente.
Per raccogliere le prove degli illeciti dei lavoratori, consumati per mezzo della rete, sia in forma pubblica, come i post sui social network, che tramite gli strumenti aziendali (se sussistono le opportune condizioni) è fondamentale rivolgersi ad una agenzia investigativa autorizzata.
Gli investigatori privati intervengono con delle attività di Web Intelligence OSINT e SOCMINT, per monitorare le reti ed i canali social, cristallizzando le informazioni nel tempo tramite software specifici che permettono di conservare l’informazione anche qualora venisse cancellata, e attraverso degli interventi di Computer Forensics, per individuare, estrarre e conservare i dati informatici, in modo che possano essere valutati in un eventuale processo giuridico.
Queste indagini non sono destinate al mero controllo dell’attività lavorativa e del suo corretto adempimento, ma sono volte alla tutela del patrimonio aziendale lì dove vi sia il fondato sospetto che sia in atto l’illecito.
A questo tipo di indagini è importante affiancare sempre delle attività di monitoraggio e pedinamento del dipendente infedele, perché nella maggior parte dei casi la sua condotta ha ripercussioni anche sul contesto fisico nel quale opera, attraverso comportamenti che hanno lo scopo di danneggiare l’azienda.
Le prove raccolte hanno valore probatorio, e gli investigatori possono essere chiamati a testimoniare in tribunale, convalidando quanto riportato nel dossier.
Come possono intervenire gli investigatori privati, in questi casi?
– Attività di Web Intelligence OSINT e SOCMINT per la raccolta di elementi di prova dal web;
– Computer Forensics;
– Attività di monitoraggio e di pedinamento del dipendente infedele;
– Testimonianza in Tribunale, se necessario.
