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La Corte di Cassazione, con ordinanza n. 32910 del 17 dicembre 2025, ha ribadito i principi che regolano il riconoscimento dell’assegno divorzile e della quota del trattamento di fine rapporto (TFR).
Nel caso esaminato, la Corte ha confermato l’assegno divorzile di natura assistenziale, seppur con funzione meramente integrativa, in favore dell’ex moglie, evidenziando come la valutazione debba tener conto non solo del divario reddituale tra gli ex coniugi, ma anche della concreta e realistica possibilità del coniuge economicamente più debole di procurarsi mezzi adeguati al proprio sostentamento.
Inoltre, la Cassazione ha sottolineato che l’assegno divorzile risponde a una funzione assistenziale, compensativa e perequativa fondata su un principio di solidarietà che continua anche dopo la fine del matrimonio e non serve a mantenere il tenore di vita precedente.
Infine, la Corte ha precisato che il diritto alla quota del 40% del TFR spetta a chi è titolare dell’assegno divorzile, indipendentemente dal fatto che l’assegno abbia una funzione solo assistenziale o anche compensativa, escludendo qualsiasi distinzione interpretativa.
I servizi che può offrire un’agenzia investigativa autorizzata
Nei procedimenti di divorzio e nelle richieste di revisione dell’assegno, l’accertamento della reale situazione economica e lavorativa degli ex coniugi assume un ruolo decisivo.
In questo contesto, un’agenzia investigativa autorizzata può offrire un supporto concreto e determinante, affiancando il cliente e il suo legale nell’accertamento di attività lavorative non dichiarate, redditi occulti o situazioni di autosufficienza economica non rappresentate correttamente in giudizio.
Nello specifico, i principali servizi di un’agenzia investigativa in ambito divorzile includono:
– Indagini patrimoniali su redditi, beni mobili e immobili, disponibilità economiche, attività lavorativa e tenore di vita;
– Attività di monitoraggio e di pedinamento dell’ex coniuge per accertare: eventuali attività lavorative non dichiarate; reali abitudini di vita e sul livello di autosufficienza economica dell’ex coniuge; convivenze di fatto non dichiarate, rilevanti ai fini dell’assegno;
– Attività di Web Intelligence OSINT e SOCMINT per la raccolta di elementi di prova dal web.
Le indagini vengono svolte nel pieno rispetto della legge e producono documentazione utilizzabile in sede giudiziaria.
Fonti: ilsole24ore.com; cortedicassazione.it
