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Una recente e fondamentale pronuncia della Corte di Cassazione (sentenza n. 20479/2026) è tornata a fare chiarezza sui criteri di assegnazione e quantificazione dell’assegno divorzile con funzione perequativo-compensativa. I giudici di legittimità hanno stabilito un principio di estremo rilievo: il contributo economico e personale fornito da un coniuge alla crescita del patrimonio e della carriera dell’altro può essere dimostrato in molti modi, compresa l’assunzione di pesanti garanzie fideiussorie, anche se non vi è una prova documentale specifica di precise occasioni di lavoro a cui si è rinunciato per dedicarsi alla famiglia.
Nel caso di specie, l’ex marito aveva fatto ricorso contro l’ammontare dell’assegno stabilito a favore dell’ex moglie. La Suprema Corte ha però confermato il diritto della donna a ricevere un importo equo, motivato dal ruolo determinante che quest’ultima ha avuto nell’avviamento e nel successo della sua attività libero-professionale. La donna, infatti, non si era limitata alla gestione della casa e dei figli, ma si era esposta finanziariamente firmando fideiussioni specifiche e omnibus a tutela dell’azienda del marito, rimanendo vincolata ad esse per anni (alcune addirittura fino al 2031). Questo enorme carico di responsabilità ha compromesso la sua reale capacità e libertà economica presente e futura, giustificando appieno la natura compensativa dell’assegno, specialmente alla luce dei 55 anni di età e della durata del matrimonio.
Il nodo delle nuove relazioni e dei figli maggiorenni
La Cassazione ha inoltre respinto la richiesta dell’ex marito di ridurre l’assegno a causa della nascita di un figlio all’interno della sua nuova convivenza more uxorio. I giudici hanno chiarito che un nuovo nucleo familiare o un nuovo figlio non determinano in automatico un impoverimento del soggetto obbligato, in quanto il nuovo partner può a sua volta contribuire in modo significativo al bilancio familiare. Infine, nello stesso procedimento, è stato legittimamente azzerato l’assegno di mantenimento per uno dei figli maggiorenni, poiché quest’ultimo, in qualità di dottorando, percepiva una regolare borsa di studio, raggiungendo così l’indipendenza economica.
Il ruolo delle investigazioni private: come possiamo aiutarti?
Nelle delicate dinamiche del diritto di famiglia e dei procedimenti di divorzio, le decisioni dei giudici si basano sulla capacità di dimostrare l’effettiva realtà economica e patrimoniale dei coniugi. Le prove raccolte dalla Tarricone Investigazioni possono essere decisive in sede giudiziaria per supportare la strategia dei legali. Ecco cosa può fare concretamente un investigatore privato:
– Accertamento del reale tenore di vita e del patrimonio: svolgiamo indagini patrimoniali e finanziarie mirate a individuare beni immobili, partecipazioni societarie, rapporti bancari o flussi economici nascosti o intestati a prestanome, fondamentali per dimostrare la reale sperequazione economica tra le parti.
– Verifica delle attività lavorative non dichiarate: monitoriamo e documentiamo lo svolgimento di attività professionali “in nero” o non ufficiali da parte del coniuge che dichiara l’impossibilità di produrre reddito, o viceversa, la reale consistenza dell’attività professionale del partner facoltoso.
– Indagini sulle nuove convivenze e sull’apporto del nuovo partner: come evidenziato dalla sentenza, la nascita di un figlio in una nuova relazione non giustifica la riduzione del mantenimento se il nuovo compagno contribuisce alle spese. Documentiamo la stabilità della nuova convivenza e indaghiamo sulle capacità economiche e sull’apporto finanziario del nuovo partner.
– Verifica dell’indipendenza economica dei figli maggiorenni: accertiamo se i figli maggiorenni percepiscano contributi economici o redditi da lavoro continuativo non dichiarati, permettendo al genitore di richiedere legalmente la revoca o la riduzione del contributo al mantenimento.
Ogni indagine si conclude con la stesura di una relazione investigativa certificata, contenente prove fotografiche, video e documentali validamente utilizzabili in tribunale per tutelare i tuoi diritti economici e familiari.
Fonte: ilSole24Ore
