Confidentiality Guaranteed
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Il furto aziendale, oltre a costituire un reato, è motivo di licenziamento per giusta causa, al di là del danno economico cagionato all’azienda, perché si tratta di una condotta che lede irrimediabilmente il vincolo di fiducia tra dipendente e datore di lavoro.
Nel caso in esame, la denuncia è stata fatta da un’azienda farmaceutica che negli ultimi inventari ha notato pesanti ammanchi, pari, a fine 2012, a 120.000 euro e solo nei primi mesi di quest’anno a 70,000 euro, con la sparizione di farmaci di un valore pari a 600 euro.
L’azienda sospettava di alcuni dipendenti, quindi, i carabinieri si sono subito attivati risalendo ad un dipendente, un 53enne, responsabile da vent’anni del magazzino bolognese della suddetta azienda, che dopo la pausa pranzo o dopo la fine del turno si appropriava di farmaci di vario tipo, portandoli nel suo appartamento per poi rivenderli, su richiesta tramite SMS, a una clientela fidata.
Dopo alcune settimane di indagini dalla denuncia, il soggetto è stato controllato dai carabinieri all’uscita del posto di lavoro confermando i sospetti precedentente sorti, prendendo coscienza dall’interno dell’appartamento del 53enne, di medicinali dal valore complessivo di 8.000 euro, comportando l’arresto per furto aggravato e per ricettazione.
Nonostante l’arresto di tale individuo le indagini proseguono, proprio a causa dell’ammontare di perdite pari a 200.000 euro nel giro di 15 mesi, sospettando anche di altri dipendenti.
Molte aziende, in casi come questi, si rivolgono alle agenzie investigative autorizzate per i cosiddetti controlli difensivi, in modo da ottenere le prove degli illeciti da utilizzare in giudizio, se necessario, per la tutela dei propri diritti. Solitamente le prove si ottengono in brevi periodi di tempo, grazie a delle attività di monitoraggio e di pedinamento dei dipendenti infedeli, coadiuvate da attività di Web Intelligence OSINT e SOCMINT per esaminare il loro comportamento online e raccogliere elementi utili dal web.
Rientra nei controlli difensivi anche la videosorveglianza, che il datore di lavoro può mettere in atto anche grazie all’apporto degli investigatori privati, senza dover chiedere preventivamente un accordo sindacale o l’autorizzazione dall’Ispettorato del lavoro, poiché lo scopo è quello di provare l’illecito per tutelare il patrimonio aziendale. Molto utile, in questi casi, è anche il Mystery Shopping: l’investigatore privato si finge un cliente e compra la merce dal dipendente, in modo tale da poter raccogliere le prove di un eventuale illecito.
Come possono intervenire gli investigatori privati, in questi casi?
-Attività di monitoraggio e di pedinamento del dipendente infedele;
-Attività di Mystery Shopping e/o Assunzioni Programmate;
-Attività di Web Intelligence OSINT e SOCMINT per la raccolta di elementi di prova dal web;
-Installazione telecamere occulte;
-Mystery Shopping.
FONTE: bolognatoday.it;
