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Il Tribunale di Benevento, con la sentenza n. 220/2026 del 26 febbraio 2026, ha stabilito che il furto di beni aziendali unito alla falsa attestazione della presenza in servizio tramite timbratura del badge da parte di terzi costituisce una grave violazione degli obblighi di fedeltà e correttezza del lavoratore, tale da giustificare il licenziamento per giusta causa. Secondo il principio affermato dal giudice, la legittimità del recesso disciplinare richiede l’accertamento di condotte idonee a compromettere in modo serio e definitivo il rapporto fiduciario tra datore di lavoro e dipendente. In particolare, devono risultare dimostrati:
– la sottrazione o l’appropriazione indebita di beni aziendali;
– la falsificazione o alterazione delle presenze lavorative;
– la riconducibilità diretta di tali comportamenti al lavoratore.
Non è invece sufficiente, per escludere la responsabilità o l’illegittimità del licenziamento, invocare presunte autorizzazioni verbali o sostenere l’esistenza di una tolleranza aziendale verso condotte simili, né richiamare il fatto che in passato altri dipendenti non siano stati sanzionati. La decisione chiarisce quindi che, quando comportamenti di questo tipo risultano provati, la lesione del vincolo fiduciario è tale da rendere proporzionato il licenziamento senza preavviso.
Caso specifico
Il caso riguardava un lavoratore addetto alla raccolta dei rifiuti impiegato presso una società di gestione del servizio, sorpreso mentre caricava su un veicolo privato alcuni rifiuti di pertinenza aziendale, tra cui un frigorifero e un forno, prelevati dal piazzale del centro servizi. Nel corso degli accertamenti è inoltre emerso che, in un’altra occasione, il dipendente si era allontanato dal lavoro prima della fine del turno senza registrare l’uscita, lasciando che il fratello timbrasse il badge al suo posto al termine dell’orario. A fronte di tali episodi la società ha avviato un procedimento disciplinare, conclusosi con il licenziamento per giusta causa. Il lavoratore ha impugnato il provvedimento sostenendo di essere stato autorizzato verbalmente a prelevare il materiale e affermando che l’azienda avrebbe tollerato in passato comportamenti analoghi da parte di altri dipendenti; ha inoltre giustificato l’episodio della timbratura con la necessità di assistere il figlio. Il Tribunale di Benevento ha però respinto il ricorso, ritenendo non provata né l’autorizzazione né la presunta discriminazione, e accertando invece la sussistenza sia del furto di beni aziendali sia della falsa attestazione della presenza in servizio. Di conseguenza il giudice ha confermato la legittimità del licenziamento senza preavviso, con il rigetto delle pretese del lavoratore e la conseguente perdita delle tutele economiche richieste. La decisione ribadisce quindi che condotte come la sottrazione di beni aziendali e la falsificazione delle presenze costituiscono violazioni gravi del rapporto di lavoro, idonee a giustificare il recesso immediato del datore di lavoro.
Ruolo agenzia investigativa
In presenza di comportamenti illeciti o di sospetti fondati nei confronti dei dipendenti, un’azienda può ricorrere al supporto di un’agenzia investigativa qualificata, il cui intervento consente di svolgere accertamenti mirati e documentare i fatti con elementi di prova certi e oggettivi, utili a chiarire eventuali dubbi e a colmare le lacune informative della società.
Tarricone Investigazioni, quale agenzia investigativa qualificata, può intervenire efficacemente attraverso i seguenti servizi:
– Attività di monitoraggio e pedinamento dei dipendenti sospettati, finalizzate a verificare attività illecite, spostamenti e l’effettiva presenza nei luoghi dichiarati;
– Attività di Web Intelligence OSINT e SOCMINT, finalizzata a raccogliere elementi probatori tramite l’osservazione delle informazioni disponibili sul web, al fine di verificare se la sottrazione dei beni aziendali abbia scopi di rivendita e, in tal caso, identificare anche modalità, luoghi e soggetti coinvolti.
Tutte queste attività sono accompagnate dalla produzione di documentazione fotografica e video, raccolta in un dossier investigativo con valore probatorio, finalizzato a supportare l’azienda nel processo decisionale relativo a un eventuale licenziamento o all’adozione di provvedimenti disciplinari, nonché a tutelarla e sostenerla qualora insorga o sia già in corso un contenzioso.
Fonte: ilsole24ore.com
