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Negli ultimi mesi si stanno moltiplicando in tutta Italia le cosiddette “truffe dei like”, raggiri informatici che sfruttano social network, piattaforme di messaggistica e false promesse di guadagni facili per sottrarre denaro alle vittime.
Uno dei casi più recenti emersi in Italia riguarda una donna di 70 anni residente a Rieti, vittima di una sofisticata “truffa dei like”. Secondo quanto ricostruito dai Carabinieri, la donna sarebbe stata contattata tra dicembre 2025 e gennaio 2026 da un falso recruiter che le proponeva piccoli guadagni in cambio di semplici interazioni online, come mettere “mi piace” a video e contenuti social.
Il meccanismo utilizzato dai truffatori seguiva uno schema ormai consolidato. La vittima viene contattata tramite WhatsApp, Telegram o social network da falsi recruiter che propongono un’attività apparentemente innocua: mettere like a video, pagine o contenuti online in cambio di piccoli compensi. In una prima fase venivano effettuati piccoli accrediti reali, così da convincere la vittima della serietà dell’attività proposta. Dopo aver instaurato un rapporto di fiducia, gli autori del raggiro hanno iniziato a proporre presunti investimenti e operazioni sempre più remunerative, inducendo la donna a effettuare diversi trasferimenti di denaro.
Nel giro di poche settimane la pensionata avrebbe versato oltre 1500 euro tramite bonifici e trasferimenti verso conti riconducibili agli indagati. Solo successivamente si è resa conto della truffa e ha deciso di rivolgersi ai Carabinieri, che hanno condotto accertamenti telematici e finanziari. Le indagini hanno portato all’identificazione di tre soggetti: due donne residenti nelle province di Torino e Lucca e un cittadino straniero di 23 anni, denunciati con l’accusa di truffa in concorso.
Perché queste truffe sono così pericolose?
Le moderne truffe online non si basano più soltanto sull’inganno tecnico, ma soprattutto sulla manipolazione psicologica. I criminali costruiscono un rapporto di fiducia con la vittima, utilizzando:
– linguaggio professionale;
– piattaforme apparentemente affidabili;
– gruppi Telegram o WhatsApp con utenti falsi;
– screenshot di guadagni inesistenti;
– assistenza continua da parte di presunti operatori.
Molto spesso le vittime sono persone anziane, ma sempre più frequentemente vengono coinvolti anche giovani, lavoratori e utenti abituali dei social network.
Come difendersi?
Per evitare di cadere in queste truffe è importante seguire alcune regole fondamentali:
– diffidare da offerte di guadagni facili online;
– non effettuare bonifici verso sconosciuti;
– non condividere documenti personali tramite chat;
– verificare sempre l’identità degli interlocutori;
– non cliccare su link sospetti;
– rivolgersi immediatamente a professionisti qualificati in caso di dubbio.
Il ruolo di un’agenzia investigativa
Quando si subisce una truffa online, il fattore tempo è fondamentale. Oltre alla denuncia presso le Forze dell’Ordine, il supporto di un’agenzia investigativa specializzata può risultare determinante per raccogliere elementi utili all’identificazione dei responsabili e alla conservazione delle prove digitali.
Tarricone Investigazioni può intervenire attraverso:
– Attività di web intelligence OSINT e SOCMINT: per l’analisi dell’identità digitale del soggetto sospetto e della sua presenza sul web e la raccolta di elementi utili a dimostrare l’illecito da fonti aperte e database;
– Computer Forensics, per l’individuazione, la conservazione, la protezione, l’estrazione, la documentazione e ogni altra forma di trattamento dei dati informatici.
– Indagini patrimoniali: In molti casi i truffatori utilizzano prestanome o conti correnti intestati a soggetti apparentemente estranei. Attraverso indagini patrimoniali e approfondimenti investigativi è possibile individuare movimentazioni sospette, connessioni societarie o soggetti collegati.
Inoltre, in questi casi, Tarricone Investigazioni offre il servizio “Scoprichie”, progettato per identificare con precisione le persone con cui si interagisce online. Grazie a tecniche investigative avanzate, è possibile ottenere risultati concreti in tempi rapidi, generalmente entro 48 ore. Si tratta di uno strumento particolarmente utile per:
– verificare l’identità reale di un contatto conosciuto sui social o su piattaforme di incontri;
– prevenire truffe sentimentali o raggiri online;
– tutelare minori e famiglie da fenomeni come il cyberbullismo;
– contrastare la diffusione di contenuti falsi, molestie e comportamenti offensivi.
Il servizio consente quindi non solo di intervenire in situazioni già problematiche, ma anche di prevenire contatti con utenti potenzialmente pericolosi, aumentando il livello di sicurezza nelle interazioni digitali.
Tutto il materiale raccolto attraverso le attività di indagine sopra descritte, viene successivamente organizzato in un dossier investigativo dettagliato utilizzabile in sede giudiziaria. Inoltre, qualora necessario, gli investigatori possono essere chiamati a testimoniare in tribunale per confermare le attività svolte e gli elementi emersi durante l’indagine, contribuendo a rafforzare il valore probatorio delle informazioni raccolte.
La “truffa dei like” rappresenta solo una delle tante evoluzioni del cybercrime moderno. Dietro apparenti opportunità di guadagno si nascondono spesso organizzazioni ben strutturate, capaci di agire rapidamente e su scala internazionale.
In questi casi, agire tempestivamente è essenziale e Il supporto di professionisti esperti in investigazioni digitali può fare la differenza nella raccolta delle prove, nell’individuazione dei responsabili e nella tutela dei propri interessi economici e legali.
Fonti: msn; ansa.it
