Confidentiality Guaranteed
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La scoperta di un tradimento spesso genera tensioni emotive molto forti. Rabbia, gelosia e desiderio di controllo possono portare il coniuge tradito ad assumere comportamenti invasivi nei confronti del partner o dell’amante: pedinamenti, appostamenti, telefonate insistenti, messaggi continui o controlli ossessivi. Ma quando questi comportamenti diventano un reato?
Sul tema è intervenuta la Corte di Cassazione con la sentenza n. 11198/2020:
Il caso esaminato dalla Cassazione riguardava una donna che, dopo aver scoperto la relazione extraconiugale del marito, aveva iniziato a pedinare l’amante dell’uomo e a inviarle SMS offensivi e minacciosi.
Secondo l’accusa, tali comportamenti integravano il reato di atti persecutori, cioè stalking, previsto dall’art. 612-bis del Codice penale.
Nel corso del processo, tuttavia, la Corte d’Appello di Ancona aveva ridimensionato la contestazione, ritenendo che le condotte della donna integrassero non il reato di stalking, ma quello meno grave di molestie o disturbo alle persone previsto dall’art. 660 c.p. La Cassazione ha confermato questa impostazione.
Molestie o stalking: qual è la differenza?
La decisione della Corte è particolarmente importante perché chiarisce in modo netto la differenza tra molestie e stalking, che riguarda soprattutto la gravità e gli effetti delle condotte sulla vittima.
La molestia, disciplinata dall’art. 660 del Codice penale, punisce comportamenti fastidiosi o invasivi che disturbano la tranquillità altrui. Rientrano in questa categoria:
– telefonate insistenti;
– pedinamenti;
– appostamenti;
– messaggi continui;
– atteggiamenti ossessivi che provocano fastidio o turbamento.
Lo stalking, invece, previsto dall’art. 612-bis c.p., richiede condotte reiterate che provochino nella vittima:
– un perdurante stato di paura o ansia;
– il timore per la propria incolumità;
– una concreta modifica delle proprie abitudini di vita.
La Corte di Cassazione ha più volte chiarito che il confine tra i due reati dipende dagli effetti concreti prodotti sulla persona offesa. Se la vittima cambia percorso per evitare incontri, teme per la propria sicurezza o vive in uno stato costante di agitazione, si può configurare il reato di atti persecutori.
Nel caso specifico affrontato dalla Cassazione, la vittima aveva anche tentato il suicidio. Tuttavia, secondo i giudici, tale gesto non era collegato alle molestie subite, bensì alla decisione dell’uomo di interrompere la relazione extraconiugale e tornare dalla moglie.
Proprio l’assenza di un nesso causale tra le condotte contestate e una reale alterazione della vita della persona offesa ha portato la Cassazione a escludere il reato di stalking.
Pedinare l’amante è sempre reato?
La sentenza chiarisce però un altro principio molto importante: anche il semplice pedinamento può costituire reato.
La Cassazione afferma infatti che il reato di molestie può essere integrato anche dal comportamento di chi segue insistentemente una persona o il suo veicolo, interferendo nella sua libertà personale e provocandole fastidio o disagio.
Secondo recenti pronunce della Cassazione, anche poche condotte ravvicinate nel tempo possono essere sufficienti se producono effetti destabilizzanti sulla vittima. Non conta soltanto il numero degli episodi, ma soprattutto l’impatto psicologico generato.
Ad esempio, possono assumere rilevanza penale:
– seguire abitualmente l’amante;
– presentarsi sotto casa o sul luogo di lavoro;
– inviare messaggi minacciosi o ossessivi;
– monitorare gli spostamenti;
– creare continui contatti indesiderati.
Ciò che conta sono l’invasività e l’insistenza della condotta.
In questi casi, la persona offesa può presentare querela e chiedere anche l’ammonimento del Questore, uno strumento preventivo previsto per i casi di stalking.
Cosa fare se si ha il sospetto di essere traditi?
Quando si sospetta un tradimento, il primo passo è accertare la verità attraverso strumenti leciti e nel pieno rispetto della legge. In questi casi è fondamentale affidarsi a professionisti qualificati, come investigatori privati autorizzati.
In ambito di investigazioni private per infedeltà coniugale, l’attività investigativa deve essere sempre giustificata da un interesse legittimo e proporzionato, tipicamente legato al rapporto matrimoniale, che costituisce il rapporto giuridico (contrattuale e familiare) di riferimento.
In linea generale, l’indagine può quindi essere circoscritta al coniuge, in quanto parte del vincolo matrimoniale oggetto di verifica. Il coinvolgimento di terzi, come l’eventuale amante, deve rimanere strettamente funzionale alla documentazione dei comportamenti del coniuge e alla ricostruzione dei fatti rilevanti (ad esempio incontri, frequentazioni o eventuale convivenza).
Non è invece consentito svolgere attività di pedinamento nei confronti dell’amante per finalità meramente conoscitive o di semplice curiosità sulla sua vita privata. L’osservazione della terza persona può ritenersi lecita solo se avviene incidentalmente o quando questa si trovi direttamente coinvolta nella scena investigativa insieme al coniuge, e comunque nei limiti della necessità e proporzionalità dell’incarico.
La Tarricone investigazioni può intervenire nella raccolta di prove per verificare la fedeltà del coniuge attraverso attività di:
– Monitoraggio e di pedinamento del partner infedele;
– Raccolta di elementi di prova mediante attività di Web Intelligence, OSINT e SOCMINT;
– Analisi forense dei dispositivi digitali per permettere la cattura delle informazioni che vengono cristallizzate nel tempo tramite software specifici.
Tutto il materiale raccolto viene poi organizzato in un dossier investigativo dettagliato utilizzabile in sede giudiziaria. Inoltre, qualora fosse necessario nel corso del procedimento, gli investigatori possono essere chiamati a testimoniare in tribunale per confermare le attività svolte e gli elementi emersi durante l’indagine, contribuendo così a rafforzare il valore probatorio delle informazioni raccolte.
Ogni attività di indagine viene studiata insieme al cliente in fase di consulenza, per poter ottenere le prove utili nei tempi e nelle modalità più adatti alla specifica situazione ed esigenza.
Le indagini devono sempre essere svolte nel rispetto della normativa sulla privacy e dei limiti previsti dal Codice penale, evitando qualsiasi comportamento invasivo o illecito.
Affidarsi a professionisti del settore investigativo e legale consente di affrontare situazioni delicate con discrezione, strumenti leciti e pieno rispetto della normativa vigente.
Fonti: La Legge per Tutti; studiolegalefov.it
