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È risaputo che l’adolescenza è un’età che piuttosto critica. In questa fascia di età possono emergere comportamenti a rischio, potenzialmente dannosi e pericolosi per la salute e il benessere psicofisico e sociale del minore e di chi gli sta attorno.
La delinquenza giovanile è l’insieme di comportamenti devianti, illegali e trasgressivi compiuti da persone minorenni ed è fenomeno sempre più frequente in Italia.
Infatti, la frequentazione di “cattive compagnie” e la tenuta di comportamenti scorretti fuori dalle mura domestiche, sono solo alcuni dei molteplici pericoli nei quali un minore può incorrere. Ad esempio, ciò accade quando il minore finge di recarsi a scuola e invece trascorre la giornata altrove, oppure se intraprende azioni violente o illecite o, ancora, se fa uso di droghe.
Per far fronte a queste situazioni, nel 2018 l’ex Ministro dell’Interno Matteo Salvini ha presentato la direttiva del Viminale “Scuole Sicure”. Si tratta di una serie di misure che hanno come obiettivo il contrasto e la prevenzione dello spaccio di sostanze stupefacenti nei pressi delle scuole e tra i giovani.
Ciò avviene in diverse modalità. Il primo passo è la sensibilizzazione dei Comuni, spinti a mettere in atto una riqualificazione delle aree limitrofe alle scuole mediante impianti di videosorveglianza. Inoltre si punta ad intensificare la collaborazione tra le istituzioni scolastiche e le amministrazioni locali, nonché a rafforzare l’attività di controllo del territorio, sempre con il fine di prevenire lo spaccio di stupefacenti ed il relativo consumo davanti alle scuole, con il sostegno della polizia locale.
Secondo alcune statistiche il 40% dei giovani arriva nei locali alla sera, già sotto effetto di qualche sostanza e ciò che è peggio, è che molti di loro, sotto l’effetto di alcol e droghe, si mettono alla guida. Probabilmente anche per questo motivo la paura più diffusa tra i genitori è che il proprio figlio faccia uso di stupefacenti o che venga coinvolto in incidenti stradali (dati di “Mano al volante, occhio alla vita”, campagna promossa dal Movimento Italiano Genitori – Moige – presentato a Roma).
Tali situazioni mettono in difficoltà i genitori che spesso non sanno come comportarsi. Tenere i figli a casa potrebbe non servire a nulla, anzi forse peggiorerebbe le cose. Potrebbe invece essere utile un maggior controllo sociale, partendo proprio dalla famiglia. Ad esempio, si fa riferimento al fatto di prestare maggiore attenzione ai piccoli segnali di disagio, e a non sottovalutare le indicazioni fornite da altre istituzioni educative.
Purtroppo, la maggior parte delle volte i genitori non prestano attenzione e non danno importanza a questo tipo di problemi, a volte ignorano volontariamente i campanelli d’allarme, con il rischio che le situazioni che si vengono a creare siano poi irreversibili.
Questi sono alcuni dei motivi che potrebbero generare nel genitore delle preoccupazioni riguardo i comportamenti del proprio figlio. Nel caso in cui un genitore volesse monitorare tale condotta, può rivolgersi alle agenzie investigative autorizzate che gli forniranno indicazioni utili a valutare la situazione e a scegliere quale sarà la strategia migliore da adottare per aiutare il figlio a cambiare il proprio stile di vita.
Come possono intervenire gli investigatori privati, in questi casi?
● attività di Web Intelligence OSINT e SOCMINT per la raccolta di elementi di prova dal web;
● attività di pedinamento e di monitoraggio del minore, per verificare la condotta e le frequentazioni fuori dalle mura domestiche;
● Testimonianza in Tribunale, per confermare quanto riportato nel Dossier investigativo, se necessario.
Fonte: investigazionisis.com
