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Il bullismo è un fenomeno che esiste da sempre e in particolar modo tra gli adolescenti e nell’ambiente scolastico. Negli ultimi anni, questi episodi stanno aumentando, ma soprattutto sono presenti già dalle scuole elementari e medie.
FORME DI BULLISMO
Sono presenti varie forme di bullismo. Si parla di bullismo verbale quando si offende qualcuno insultandolo a voce. Le motivazioni che spingono l’attuazione di questo tipo di bullismo sono ad esempio il peso, l’altezza, il colore della pelle, l’orientamento sessuale, le credenze religiose e molti altri.
Il bullismo fisico invece si verifica quando il soggetto in questione viene materialmente colpito o ferito, provocandogli spesso danni e dolori fisici. Si parla in generale di violenza fisica nei confronti di qualcuno e ciò può quindi riguardare anche intimare, minacciare o derubare qualcuno dei propri effetti.
È presente poi anche il bullismo sociale, il quale si presenta principalmente sotto azione di esclusione di una persona dal contesto sociale o da un determinato gruppo, o anche diffondendo informazioni che riguardano personalmente una determinata persona.
Infine, si parla di cyberbullismo, ad oggi una delle forme più frequenti. Questo tipo di bullismo si manifesta tramite piattaforme online e, all’interno del web, si possono subire atti di violazione della privacy, come la diffusione online di informazioni private e personali che riguardano la vita di un soggetto. Ad oggi, si stima che circa il 22% dei ragazzi che subiscono bullismo, hanno sperimentato quest’ultima forma di bullismo attraverso il web.
In seguito alla distinzione di queste categorie e forme di bullismo, si fa riferimento al modo in cui il bullismo in sé viene applicato. Si può parlare principalmente di bullismo diretto o indiretto. Il primo tipo, quello diretto, si verifica quando la forma di bullismo viene palesata in maniera diretta nei confronti della vittima, che subisce la violenza in prima persona. Per quanto riguarda invece il bullismo indiretto, questo si manifesta quando il soggetto subisce azioni senza che le discriminazioni avvengano direttamente nei suoi confronti. Queste, infatti, possono avvenire anche in modo non palese, quindi ad esempio tramite sguardi, sussurri, mettendo in giro voci o escludendo una persona da un gruppo o da un contesto sociale.
I BULLI
Esperti sostengono che le persone che diventano bulli, spesso lo fanno perché vogliono a tutti i costi attirare l’attenzione su sé stessi e aumentare la propria autostima, rifacendosi verso qualcuno che invece, apparentemente, si disprezza e si disistima. Si sostiene inoltre che i bulli siano privi di empatia verso altri individui e non riescono quindi a immedesimarsi nelle persone a cui fanno bullismo, senza percepire la violenza che effettuano e il dolore e la sofferenza che le vittime stesse provano in seguito a queste azioni.
CONSEGUENZA DEL BULLISMO
Un soggetto vittima di bullismo spesso finisce per provare un certo senso di sfiducia nei confronti delle relazioni sociali, e anche una scarsa autostima. Spesso accade che la vittima si chiuda in sé stessa e questo avviene principalmente perché teme che gli attacchi contro di lei si possano ripetere. Ciò porta la vittima a non denunciare il fatto. La scarsa autostima e la paura che quello che ha subito le possa succedere di nuovo, spesso comporta che la vittima non parli di quello che le accade né con amici, né con la propria famiglia e né tantomeno, nei contesti scolastici, con i propri insegnanti. Inoltre, le persone vittime di bullismo possono anche comportare la grave conseguenza di ripetere le azioni subite, nei confronti però di altri soggetti. Questo accade spesso per spostare l’attenzione da sé stessi o anche per sentirsi più “forti”, essendo questa volta dall’altra parte della situazione di bullismo.
IL CASO
Il 13 ottobre 2024, Leonardo, 15 anni, studente, ha preso la decisione di compiere un gesto estremo e disperato, quello del suicidio, in seguito alle ripetute aggressioni e violenze che subiva dai compagni di scuola. Leonardo, in seguito agli atti di bullismo subiti, aveva preso coraggio e aveva deciso di parlarne con i suoi genitori, i quali, a loro volta, erano andati a riferire il tutto a scuola. Leonardo non voleva più andare a scuola ed era stanco di sentirsi costantemente attaccato e preso di mira. Una notte, aveva deciso di prendere la pistola del padre ed uscire di casa. Durante quelle ore in cui la madre non lo trovava, aveva deciso di recarsi in questura per denunciare le violenze che subiva suo figlio e presentando un elenco di tutti i compagni coinvolti. Solo qualche momento più tardi, grazie ad un drone, si è riuscito a trovare il corpo del piccolo Leonardo, che quella notte aveva deciso di togliersi la vita nei pressi di un casolare in campagna. In quel pomeriggio, i genitori del ragazzo si sarebbero dovuti incontrare nuovamente con la preside per procedere con il cambio di scuola del figlio ma, purtroppo, non hanno fatto in tempo.
COME INTERVENIRE – CONTROLLO MINORI
Quello che è successo a questo ragazzo ricorda molti episodi che ultimamente sono sempre più frequenti in Italia e soprattutto in ambienti come le scuole e il gruppo dei pari, dove bambini e adolescenti rimangono emotivamente sopraffatti da chi li perseguita.
In casi come questi, è sempre importante informare persone adulte di ciò che si subisce, in particolare atti di violenza e bullismo, che si tratti di insegnanti o di genitori. Spesso non è semplice e per paura non si trova il coraggio di esporsi. Per difendersi al meglio e sentirsi più sicuri si può chiedere aiuto, oltre che alle forze dell’ordine, ad un’agenzia investigativa. Gli investigatori privati possono infatti raccogliere sufficienti prove certe, di modo da poter in seguito prendere provvedimenti seri e severi nei confronti di chi compie atti di bullismo, per poter così tutelare al meglio le vittime che subiscono quotidianamente minacce e violenze.
Come possono intervenire gli investigatori privati, in questi casi?
– Attività di Web Intelligence OSINT e SOCMINT per la raccolta di elementi di prova dal web;
–Attività di contro pedinamento della vittima;
– Attività di monitoraggio e di pedinamento;
– Testimonianza in Tribunale, per confermare quanto riportato nel Dossier investigativo, se necessario.
Fonte: studenti.it, lastampa.it
