Confidentiality Guaranteed
Confidentiality Guaranteed

La Procura di Milano ha avviato un’inchiesta sulla chat denominata “Staff ticinese”, all’interno della quale alcuni dipendenti dell’Azienda Trasporti Milanesi (ATM) si scambiavano foto di passeggere accompagnate da commenti volgari. Al momento si contano un indagato e quattro persone sottoposte a perquisizione, mentre l’azienda ha già provveduto a sospendere cautelarmente sei dipendenti.
Il punto centrale delle indagini riguarda la provenienza delle immagini, che sembrano prelevate dalle telecamere di sicurezza dei mezzi pubblici. Gli inquirenti stanno valutando due ipotesi: l’estrazione diretta dei file dai sistemi di registrazione aziendali tramite supporti digitali, oppure (ipotesi più accreditata) il fatto che alcuni conducenti abbiano fotografato gli schermi delle cabine di guida con i propri smartphone.
I magistrati stanno analizzando i dispositivi e i sistemi cloud dei coinvolti, estendendo le verifiche all’intera cronologia della chat e ai contatti esterni per capire se il materiale sia stato diffuso oltre il gruppo. Nel frattempo, i sindacati (Filt Cgil, Fit Cisl e Uiltrasporti) hanno condannato fermamente l’accaduto, definendolo incompatibile con il servizio pubblico, pur chiedendo di non generalizzare per tutelare l’onore della stragrande maggioranza dei lavoratori ATM.
Il ruolo di un’agenzia investigativa in casi simili
Di fronte a episodi di questa gravità, un’azienda (o il team legale che la assiste) può dare mandato a un’agenzia investigativa privata autorizzata per tutelare il patrimonio aziendale, la reputazione e la sicurezza degli utenti.
Ecco come i professionisti dell’investigazione possono intervenire attraverso controlli mirati e l’uso della Digital Forensics:
Controlli investigativi sui dipendenti
Le agenzie investigative come la Tarricone Investigazioni possono operare legalmente per accertare l’infedeltà aziendale e l’uso scorretto dei beni aziendali (in questo caso, i sistemi di videosorveglianza):
– verifica abuso degli strumenti aziendali: monitoraggio (nel rispetto dello Statuto dei Lavoratori) per verificare se i dipendenti utilizzano il tempo di lavoro o gli strumenti aziendali (come i monitor di guida) per scopi illeciti o personali;
– accertamento del danno reputazionale: raccolta di elementi probatori che dimostrino come il comportamento dei dipendenti stia ledendo gravemente l’immagine e la credibilità pubblica dell’azienda.
Inoltre,l’investigatore privato, fingendosi un normale passeggero (o una passeggera), può salire a bordo dei mezzi pubblici (autobus, tram, metropolitane) per raccogliere elementi utili direttamente sul campo. Questa attività di Mystery Shopping consente di:
– verificare se i conducenti o il personale di terra tengono atteggiamenti inappropriati, scattano foto con gli smartphone personali mentre sono alla guida o maneggiano i monitor di servizio in modo sospetto;
– documentare le violazioni: l’investigatore, avvalendosi di microtecnologie audio/video occultate (nel rispetto delle normative), può registrare comportamenti scorretti, l’uso improprio di strumenti aziendali o commenti inappropriati rivolti all’utenza.
Digital forensics e prove forensi
In casi in cui sono coinvolti dati digitali, chat e file multimediali, l’intervento di un esperto di informatica forense è fondamentale per cristallizzare le prove in modo che abbiano pieno valore legale in tribunale:
– acquisizione forense dei dispositivi aziendali: se i dipendenti hanno utilizzato smartphone, tablet o PC aziendali, l’investigatore può effettuare una copia forense dei supporti. Questo garantisce l’inalterabilità dei dati e la validità della prova;
– analisi dei log di accesso: investigazione sui server e sui sistemi di videosorveglianza aziendali per individuare chi, quando e da quale postazione ha effettuato l’accesso o l’esportazione non autorizzata dei filmati delle telecamere;
– recupero dati cancellati: utilizzo di software forensi per tentare il recupero di chat, immagini o cronologie di navigazione che i dipendenti potrebbero aver cancellato dai dispositivi per nascondere le proprie tracce;
– analisi dei cloud e dei metadati: esame delle proprietà delle immagini diffuse (i cosiddetti metadati EXIF) per risalire all’esatto dispositivo che ha scattato la foto e, potenzialmente, all’orario e alla posizione geografica.
Tutte le prove raccolte da un’agenzia investigativa autorizzata (ex art. 134 TULPS), se ottenute nel rispetto delle normative sulla privacy e dello Statuto dei Lavoratori, possono essere prodotte sia in sede civile (per il licenziamento) sia come supporto all’autorità giudiziaria in sede penale.
Fonte: https://www.milanotoday.it
