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L’ordinanza 23747/24 della Corte di cassazione rappresenta un passo avanti nella tutela dei diritti dei lavoratori, in particolare in relazione al licenziamento durante periodi di assenza per malattia.
L’ordinanza affronta la questione del licenziamento di un lavoratore che si trova in malattia a seguito di un infortunio. Il lavoratore è stato licenziato perché nel periodo di assenza dal lavoro aveva prestato servizio nel bar di proprietà e il tutto era stato documentato da una telecamera che riprendeva in modo chiaro che durante tali attività, utilizzava la mano infortunata, mettendo a rischio la propria guarigione e compromettendo il suo rientro. Viene, quindi, licenziato per giusta causa dalla società datrice.
La Corte stabilisce che non è sufficiente una generica insoddisfazione per le prestazioni lavorative o la semplice assenza per malattia a legittimare un licenziamento. È necessario dimostrare un nesso causale diretto tra il comportamento del lavoratore e l’impatto negativo sull’azienda.
Uno degli aspetti cruciali dell’ordinanza riguarda l’onere della prova, che ricade sul datore di lavoro: l’azienda deve fornire evidenze concrete che attestino come le assenze per malattia abbiano influito negativamente sulle attività aziendali.
Nel caso in oggetto, solo quattro episodi sono stati ritenuti rilevanti, tuttavia, sono avvenuti a distanza di sette mesi dall’infortunio e a pochi giorni dalla fine del periodo di inabilità.
Inoltre, la Corte sottolinea che il datore di lavoro deve considerare alternative praticabili prima di procedere con il licenziamento, come la riorganizzazione delle mansioni o l’adozione di misure di supporto per il reinserimento del lavoratore.
Per questo, i giudici di merito dichiarano illegittimo il licenziamento per insussistenza del fatto, reintegrando e risarcendo il lavoratore allontanato.
L’ordinanza richiama l’importanza di rispettare le normative nazionali e le convenzioni collettive, che offrono ulteriori protezioni ai lavoratori. La Corte evidenzia che il datore di lavoro, nel prendere decisioni di licenziamento, deve operare in conformità con tali norme per evitare conseguenze legali.
La decisione della Corte di Cassazione sottolinea la necessità di un bilanciamento tra le esigenze aziendali e i diritti dei lavoratori.
Questa ordinanza è un invito per le aziende a gestire con tempestività, responsabilità e attenzione le situazioni di malattia, riflettendo su come le decisioni di licenziamento possano avere un impatto profondo sulla vita dei lavoratori.
In casi come questi, e per la verifica di eventuali illeciti messi in atto dai dipendenti assenti per malattia, sempre più aziende chiedono l’aiuto ad una agenzia investigativa autorizzata, specializzata in investigazioni aziendali.
Come possono intervenire gli investigatori privati in questi casi?
– Attività di monitoraggio e di pedinamento del dipendente in malattia;
– Attività di Web Intelligence OSINT e SOCMINT, per la raccolta di elementi di prova dal web: è spesso lo stesso dipendente a pubblicare online prove delle sue condotte illecite;
– Testimonianza in Tribunale per confermare quanto riportato nel Dossier investigativo, se necessario.
Fonti: sole24Ore
