Confidentiality Guaranteed
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Nel contesto economico attuale, caratterizzato da elevata competitività, digitalizzazione e attenzione alla reputazione, le imprese non possono più permettersi errori nella selezione del personale o nella scelta dei partner commerciali. Valutare un candidato non significa soltanto esaminare competenze tecniche ed esperienze: è essenziale conoscerne affidabilità, reputazione e profilo complessivo prima di un’assunzione o dell’affidamento di incarichi strategici. La tutela riguarda patrimonio economico, dati sensibili, immagine, rapporti commerciali e posizionamento sul mercato.
Cosa sono le indagini pre-assuntive
Le indagini pre-assuntive consistono in attività di approfondimento svolte nella fase che precede l’inserimento di una nuova risorsa in azienda, finalizzate a verificare la coerenza delle informazioni fornite dal candidato e a individuare eventuali elementi che possano influire sulla futura collaborazione professionale. Riguardano in particolare:
– Percorso professionale dichiarato;
– Formazione, abilitazioni e certificazioni;
– Riscontri provenienti da precedenti esperienze lavorative; verifica della coerenza delle informazioni fornite;
– Presenza e immagine professionale online;
– Elementi rilevanti ai fini dell’idoneità al ruolo.
Lo scopo non è esercitare forme di controllo invasive sul candidato, ma mettere l’azienda nelle condizioni di effettuare valutazioni più accurate, riducendo i margini di errore nella selezione di figure destinate a ricoprire incarichi delicati. Queste verifiche risultano particolarmente utili per ruoli manageriali, incarichi fiduciari, posizioni amministrative o attività che comportano l’accesso a informazioni riservate e asset di rilievo. Integrare il processo di selezione con un’attività di verifica professionale consente di assumeredecisioni supportate da elementi oggettivi e riscontrabili, contribuendo a limitare il rischio aziendale.
È infatti reato falsificare il proprio curriculum vitae per ottenere un incarico meglio retribuito (Cass. sent. n. 54253/17 dell’1.12.2017).
La reputazione professionale si sviluppa anche online: social network, articoli, forum, recensioni e contenuti accessibili pubblicamente contribuiscono a delineare la percezione di una persona e,indirettamente, quella dell’organizzazione con cui opera. Per questo motivo le verifiche reputazionali preventive sono sempre più richieste per dirigenti, rappresentanti commerciali, professionisti con elevata visibilità e figure che intrattengono rapporti diretti con clienti e partner.
Il costo di un’assunzione o di una collaborazione sbagliata supera spesso l’investimento di una verifica preventiva. Un errore può generare:
– danni economici;
– perdita di clienti;
– violazioni interne;
– problemi reputazionali;
– contenziosi;
– dispersione di informazioni riservate;
– aumento del turnover.
Le attività investigative aiutano a individuare preventivamente:
– comportamenti pubblici incompatibili con i valori aziendali;
– esposizioni mediatiche negative;
– coinvolgimenti in controversie professionali;
– conflitti di interesse;
– relazioni professionali problematiche;
– utilizzo improprio dei social.
Uno degli aspetti più delicati riguarda la legittimità di queste attività investigative svolte nella fase pre-assuntiva. Contrariamente a quanto si ritiene spesso, la normativa non consente verifiche solo in presenza di sospetti concreti o di illeciti già accertati. Le aziende possono infatti effettuare controlli preventivi finalizzati alla tutela dei propri interessi legittimi, purché tali attività siano svolte nel rispetto della normativa vigente e dei diritti fondamentali della persona.
Le indagini pre-assuntive e reputazionali trovano fondamento nei principi previsti dal Regolamento (UE) 2016/679 (GDPR), in particolare negli articoli 5 e 6, che impongono che ogni trattamento di dati personali sia lecito, pertinente, proporzionato e limitato alle finalità perseguire. Nell’ambito dei processi di selezione e reclutamento, il GDPR riconosce inoltre la necessità di adottare adeguate misure di tutela dei dati personali, consentendo alle organizzazioni di effettuare valutazioni preventive del rischio quando sussista un interesse legittimo da proteggere.
Ciò significa che possono essere raccolte e analizzate esclusivamente informazioni strettamente connesse all’idoneità professionale del candidato, alle responsabilità previste dal ruolo e alle esigenze di sicurezza e tutela aziendale. Ogni attività investigativa deve pertanto rispettare i principi di necessità, minimizzazione dei dati e proporzionalità, evitando raccolte indiscriminate o eccedenti rispetto allo scopo perseguito.
Particolare rilevanza assume inoltre l’art. 8 della Legge n. 300/1970 (Statuto dei Lavoratori), che vieta al datore di lavoro di svolgere indagini sulle opinioni politiche, religiose o sindacali del candidato, nonché su fatti non rilevanti ai fini della valutazione dell’attitudine professionale. Restano quindi esclusi tutti gli ambiti discriminatori o estranei all’attività lavorativa, compresi gli aspetti della vita privata privi di collegamento con le mansioni da svolgere e i dati sensibili non necessari.
Per garantire il rispetto di tali limiti normativi, molte imprese si affidano ad agenzie investigative autorizzate, in grado di operare attraverso metodologie lecite, fonti legittimamente accessibili e procedure conformi alla disciplina in materia di privacy e tutela dei dati personali.
Il ruolo dell’agenzia investigativa
Le agenzie investigative rappresentano un supporto strategico per aziende e professionisti che necessitano di verifiche approfondite e riservate. Grazie a competenze specialistiche, strumenti tecnologici e metodologie di intelligence, Tarricone investigazioni può:
– verificare informazioni sensibili;
– raccogliere prove documentali: controlli su titoli, formazione e posizioni lavorative precedenti, per accertare la corrispondenza tra quanto dichiarato e quanto effettivamente riscontrabile;
– effettuare analisi reputazionali: esame di informazioni reperibili da fonti lecite e accessibili per valutare l’affidabilità del profilo, soprattutto nei casi in cui il ruolo richieda elevati livelli di responsabilità e fiducia;
– individuare situazioni di rischio;
– supportare processi decisionali strategici.
L’obiettivo è prevenire frodi e comportamenti illeciti, contribuendo alla protezione del patrimonio aziendale, dell’immagine e della continuità operativa dell’impresa.
A conclusione delle attività, gli investigatori raccolgono gli elementi emersi all’interno di un dossier investigativo che potrà essere utilizzato dai dirigenti aziendali come strumento di supporto nelle decisioni e come report operativo per l’analisi delle eventuali criticità rilevate.
Fonti: studiocataldi
