Confidentiality Guaranteed
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Quando si parla di lavoro in nero, si fa riferimento all’impiego di lavoratori irregolari, non dichiarati ai centri per l’impiego e all’INPS.
In questi casi, ad essere punito è soprattutto il datore di lavoro, per cui la legge prevede il pagamento di una maxi-sanzione oppure l’integrazione di reato qualora il lavoratore sia immigrato senza permesso di soggiorno.
Il lavoratore dipendente invece, rischia al massimo degli accertamenti fiscali per non aver dichiarato i redditi percepiti o nella peggiore delle ipotesi può rischiare un procedimento penale nel caso in cui abbia, nel frattempo, percepito sussidi di disoccupazione (Naspi) o altre erogazioni pubbliche che non gli spettavano.
Le conseguenze del lavoro in nero, sia in ambito aziendale che privato, possono portare alcuni soggetti a richiedere l’intervento di agenzie investigative autorizzate. Le indagini possono essere, infatti, richieste nelle seguenti circostanze:
-in casi di separazione o divorzio, qualora ci sia da determinare eventuali assegni divorzili o di mantenimento: può accadere infatti che l’ex coniuge menta sul proprio reddito, non dichiarandolo regolarmente (lavorando quindi in nero), al fine di ottenere un assegno più alto. Qualora l’altro coniuge sospetti della sussistenza di un reddito non dichiarato, può rivolgersi alle agenzie investigative per stabilire il reale tenore di vita dell’ex coniuge, ed ottenere elementi di prova sufficienti a supportare una rideterminazione dell’assegno divorzile o di mantenimento.
-In ambito aziendale, invece, può capitare che il dipendente assente dal lavoro per malattia, infortunio o altri motivi, svolga attività lavorative altrove, violando così il rapporto fiduciario con il proprio datore di lavoro e percependo inoltre un reddito “extra” non dichiarato. Gli investigatori privati incaricati, in questi casi monitorano e pedinano il dipendente assente e presumibilmente malato, per verificare la sua condotta ed accertare se compia o meno attività incompatibili con lo stato di malattia come una seconda attività lavorativa.
Come possono intervenire gli investigatori privati, in questi casi?
-Attività di monitoraggio e di pedinamento;
-Attività di Web Intelligence OSINT e SOCMINT per la raccolta di elementi di prova dal web;
-Indagini patrimoniali, volte a determinare l’effettiva consistenza del patrimonio del soggetto;
-Testimonianza in Tribunale, per confermare quanto riportato nel Dossier, se necessario.
Fonte: laleggepertutti.it / firstnet.it
