Confidentiality Guaranteed
Confidentiality Guaranteed

La Corte di cassazione, con ordinanza 22291/2024, si è interessata dei mezzi di prova idonei ad attribuire la responsabilità della rottura e della crisi coniugale ad uno dei due coniugi e dell’onere probatorio gravante sulle parti.
La Corte di appello di Trieste ha confermato parzialmente una decisione di primo grado, attribuendo l’addebito della separazione al marito per infedeltà e riducendo l’assegno di mantenimento per la moglie da 700 a 500 euro mensili.
L’uomo ha presentato ricorso in Cassazione, sostenendo due motivi: il primo legato alla violazione e falsa applicazione di alcuni articoli del Codice Civile (artt. 143 e 151) secondo cui il ricorrente è stato accusato di aver tradito la moglie da una fotografia, e il secondo legato all’errata valutazione delle prove, in quanto la decisione dell’addebito della separazione derivi dall’infedeltà, mentre per l’uomo la separazione deriva dal progressivo logoramento del rapporto tra i coniugi.
Secondo il martiro, quindi, la Corte d’Appello non avrebbe considerato adeguatamente il contesto storico del rapporto coniugale e l’evoluzione della crisi prima dell’infedeltà.
La Suprema Corte dichiara inammissibile quando detto dall’uomo e ribadisce tre principi:
-durante la separazione, chi richiede l’addebito ha l’onere sia di provare l’infedeltà sia di provare l’efficacia causale di questi comportamenti nel rendere intollerabile la prosecuzione della convivenza. Invece, è onere dell’altro coniuge, provare che l’infedeltà sia posteriore alla crisi coniugale e che essa non sia stata causata dal tradimento, escludendo il nesso causale di tale condotta.
-la Corte ha evidenziato le fotografie come prove che hanno portato al convincimento che la rottura dell’unione coniugale fosse ascrivibile al tradimento posto in essere da quest’ultimo.
-il ricorrente non ha fornito nessun elemento contrario che potesse fornire una spiegazione alternativa dei fatti.
In sintesi, la Cassazione ha rigettato le richieste dell’ex marito, confermando l’addebito della separazione e la valutazione delle prove da parte della Corte d’Appello.
L’addebito è l’unica sanzione per infedeltà coniugale, da esso derivano solo due conseguenze:
-L’impossibilità, per il coniuge infedele, di chiedere il mantenimento;
-La perdita dei diritti sull’eredità dell’ex se questi dovesse morire prima del divorzio.
Nel caso in cui si dovesse sospettare un’infedeltà, ci si può rivolgere a esperti del settore come gli investigatori privati, che otterranno le prove che potranno essere utilizzate anche in sede di giudizio, se necessario, nei casi di separazione o di divorzio.
Gli investigatori privati per verificare la condotta del partner infedele effettuano delle attività sul campo, come il pedinamento e l’appostamento e delle attività di Web Intelligence OSINT/SOCMINT per la raccolta di prove online, soprattutto dai social network, che spesso forniscono prove e indizi molto utili ai fini dell’indagine.
Ogni attività di indagine viene studiata insieme al cliente in fase di consulenza, per poter ottenere le prove utili nei tempi e nelle modalità più adatti alla specifica situazione ed esigenza.
Come possono intervenire gli investigatori privati, in questi casi?
– Attività di monitoraggio e di pedinamento del partner infedele;
– Attività di Web Intelligence OSINT e SOCMINT per la raccolta di elementi di prova dal web: è spesso lo stesso partner infedele a pubblicare online prove delle sue condotte disoneste.
– Testimonianza in Tribunale, per confermare quanto riportato nel Dossier investigativo, se necessario.
FONTE: www.AvvocatoAndreani.it
