Confidentiality Guaranteed
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Il licenziamento per giusta causa è la cessazione immediata e senza preavviso del contratto di lavoro per motivi talmente gravi da non permettere la continuazione, neanche provvisoria, del rapporto. È previsto dall’articolo 2119 del Codice Civile e si applica quando il comportamento del lavoratore compromette irrimediabilmente il vincolo di fiducia con il datore di lavoro.
La sentenza della Cassazione Civile, Sezione Lavoro, n. 28365 del 2025 riguarda il licenziamento per giusta causa a seguito di accessi abusivi ai sistemi informatici aziendali e divulgazione di dati sensibili, con particolare riferimento all’uso improprio del PC aziendale.
La Corte d’Appello di Campobasso, con questa sentenza, ha confermato la legittimità del licenziamento disciplinare di un dipendente del Servizio Elettrico Nazionale (SEN), respingendo integralmente il ricorso del lavoratore. Il caso riguardava gravi violazioni nella gestione dei sistemi informatici aziendali: da quanto emerso il lavoratore aveva effettuato decine di migliaia di accessi non autorizzati alla piattaforma interna dell’azienda e aveva inviato all’esterno dati sensibili dei clienti, comprese 133 fatture inoltrate a soggetti non autorizzati. Tali condotte, protrattesi per mesi, hanno esposto l’azienda a rischi di natura reputazionale e potenziali sanzioni per violazione della privacy.
La Corte ha anche ritenuto pienamente legittimi i controlli informatici svolti dalla società sul notebook aziendale, precisando che il computer risultava ancora di proprietà del datore di lavoro al momento delle verifiche e che il dipendente era stato informato, tramite policy interna, della possibilità di controlli in caso di anomalie. I giudici di legittimità hanno inoltre escluso qualsiasi vizio di motivazione nella decisione della Corte d’Appello di Campobasso, sottolineando la proporzionalità del licenziamento rispetto alla gravità dei comportamenti accertati e la conseguente irrimediabile compromissione del rapporto fiduciario. La Cassazione ha quindi condannato il dipendente anche al pagamento delle spese di giudizio e dell’ulteriore contributo unificato previsto per i ricorsi respinti.
Con questa sentenza, quindi si conferma la legittimità dei controlli sui dispositivi aziendali se condotti nel rispetto dell’articolo 4 dello Statuto dei lavoratori, che richiede l’adeguata informazione al dipendente e sottolinea la necessità di un’adeguata policy aziendale sull’uso degli strumenti informatici e il principio di proporzionalità nella valutazione della sanzione. Inoltre, si evidenzia come la divulgazione di dati sensibili è considerata una grave lesione del rapporto fiduciario tra datore di lavoro e dipendente e non può essere considerata una condotta giustificabile.
Il ruolo dell’agenzia investigativa
In circostanze analoghe a quella esposta, un’azienda può avvalersi dei servizi di un’agenzia investigativa qualora si manifestino fondati sospetti di condotte illecite da parte di un dipendente, al fine di acquisire elementi probatori volti alla tutela della privacy e del patrimonio aziendale.
Un servizio di particolare rilevanza offerto dall’agenzia consiste nell’esecuzione di una copia forense del dispositivo aziendale utilizzato dal dipendente, effettuata da consulenti informatici forensi. Questa procedura consente di effettuare analisi e verifiche relative ad eventuali azioni illecite compiute tramite il dispositivo (accessi non autorizzati, invio di e-mail a soggetti esterni ecc…), consentendo così la raccolta di prove riguardanti comportamenti illegittimi ai danni dell’azienda.
È fondamentale eseguire la copia forense prima del licenziamento e non appena emergono sospetti, al fine di garantire l’integrità delle evidenze presenti sul dispositivo ed evitare che vengano eliminate o alterate.
CONCLUSIONI
La sentenza n. 28365/2025 della Cassazione conferma che l’uso illecito degli strumenti informatici aziendali e la divulgazione di dati sensibili costituiscono violazioni gravissime, tali da giustificare il licenziamento per giusta causa. Il verdetto ribadisce la legittimità dei controlli sui dispositivi aziendali quando avvengono nel rispetto dello Statuto dei lavoratori e dell’informativa preventiva, sottolineando l’importanza di policy chiare sull’utilizzo delle tecnologie interne.
In situazioni analoghe, le aziende possono avvalersi di agenzie investigative per accertare eventuali irregolarità e raccogliere prove tramite analisi tecniche come la copia forense dei dispositivi. Ciò rappresenta uno strumento essenziale per tutelare la sicurezza dei dati e il patrimonio aziendale.
Fonti: federpol.it; olympus.uniurb.it
