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Nel contesto delle separazioni tra genitori non sposati, uno dei problemi più frequenti riguarda il mancato pagamento del mantenimento dei figli. Quando il genitore obbligato non versa quanto dovuto, il genitore affidatario può agire per recuperare sia le somme correnti sia gli arretrati maturati.
Secondo la normativa italiana, il diritto al mantenimento dei figli nati fuori dal matrimonio è identico a quello previsto per i figli di coppie sposate. Il principio è sancito dall’articolo 316-bis del Codice civile, che impone a entrambi i genitori l’obbligo di contribuire al mantenimento, all’istruzione e all’educazione dei figli in proporzione alle rispettive capacità economiche.
Accade spesso, tuttavia, che il genitore economicamente più fragile debba sostenere da solo tutte le spese necessarie per il figlio già prima dell’intervento o della decisione del giudice.
Il mantenimento può decorrere dalla domanda giudiziale e non necessariamente dalla sentenza definitiva. Ciò significa che il genitore inadempiente potrebbe essere chiamato a versare tutte le somme maturate a partire della presentazione del ricorso.
Per questo motivo, è fondamentale agire tempestivamente: ritardare l’avvio del procedimento può comportare la perdita di mesi o anni di contributi economici.
Cosa succede se il genitore non paga?
Quando il genitore obbligato non versa il mantenimento stabilito dal giudice, la legge prevede strumenti rapidi per ottenere il pagamento forzato.
Tra questi vi è l’ingiunzione di pagamento prevista dall’art. 316-bis c.c., che consente al tribunale di ordinare direttamente il versamento di una quota dei redditi dell’obbligato all’altro genitore.
Il ruolo dell’agenzia investigativa
In questi casi, il supporto di un’agenzia investigativa può rivelarsi determinante per individuare redditi nascosti, beni o attività lavorative non dichiarate.
Molti genitori obbligati al mantenimento cercano infatti di sottrarsi ai pagamenti occultando redditi, lavorando in nero oppure intestando beni a terzi. In queste situazioni, Tarricone Investigazioni può fornire elementi di prova utili in sede giudiziaria attraverso:
– Indagini patrimoniali finalizzate a verificare l’effettiva situazione economica del debitore;
– Attività di monitoraggio e di pedinamento dell’altro genitore, per verificare lo stile di vita e se lavora in nero;
– Attività di Web Intelligence OSINT e SOCMINT, per la raccolta di elementi di prova dal web e dai social network;
– Accertamenti su attività lavorative non dichiarate;
– Verifiche su proprietà immobiliari, beni mobili, conti correnti, collaborazioni o ulteriori fonti di reddito occultate.
Tutto il materiale raccolto viene poi organizzato in un dossier investigativo dettagliato utilizzabile in sede giudiziaria, che può essere decisivo per ottenere un provvedimento di pagamento o per dimostrare che il genitore dichiara redditi inferiori a quelli reali. Inoltre, qualora fosse necessario nel corso del procedimento, gli investigatori possono essere chiamati a testimoniare in tribunale per confermare le attività svolte e gli elementi emersi durante l’indagine, contribuendo così a rafforzare il valore probatorio delle informazioni raccolte.
Ogni attività di indagine viene studiata insieme al cliente in fase di consulenza, per poter ottenere le prove utili nei tempi e nelle modalità più adatti alla specifica situazione ed esigenza.
Affidarsi tempestivamente a professionisti qualificati consente di aumentare concretamente le possibilità di recuperare le somme dovute in tempi rapidi, oltre a premettere di accertare l’effettiva capacità economica del genitore obbligato al mantenimento. Un’attività investigativa mirata può inoltre contribuire a tutelare i diritti del minore ed evitare che gli arretrati continuino ad accumularsi, rendendo sempre più difficile il recupero delle somme nel tempo.
Fonte: laleggepertutti.it
