Confidentiality Guaranteed
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La realtà che oggi ci circonda, ovvero quella della web society, è diversa e complessa rispetto a quella di un tempo, in cui i crimini avevano confini ben definiti e quadri territoriali limitati.
I crimini in questione hanno trovato un campo dove proliferare in maniera incontrollabile, e particolare attenzione va data alla pericolosità del mondo del web.
La società digitale presenta molti aspetti positivi, come il frantumarsi di quelle barriere fisiche e quegli spazi di distanza, ed ha semplificato i rapporti commerciali, ha dato una maggiore libertà di informazione e ha aumentato la libertà di espressione, ma per ogni aspetto positivo ve ne sono altrettanti negativi.
Le distanze si sono accorciate ma il mondo social ha dato più spazio all’individualismo, al narcisismo connesso all’apparenza estetica, al bisogno dei like come metro di accettazione sociale, alle fake news e alla loro capacità di plasmare l’opinione pubblica.
La rete, quindi, non è un posto completamente sicuro, soprattutto per i giovani. Sono in forte crescita episodi di cyberbullismo, che non è un fenomeno separato dal bullismo ma, al contrario, possono essere uno lo stadio evolutivo dell’altro.
In seguito ad un caso di cronaca venne istituita la legge n. 71 del 29/05/2017: “Disposizioni a tutela dei minori per la prevenzione ed il contrasto del fenomeno del cyberbullismo”, la quale, nel primo articolo, fornisce una definizione del fenomeno del cyberbullismo: “qualunque forma di pressione, aggressione, molestia, ricatto, ingiuria, denigrazione, diffamazione, furto d’identità, alterazione, acquisizione illecita, manipolazione, trattamento illecito di dati personali in danno di minorenni, realizzata per via telematica, nonché la diffusione di contenuti online aventi ad oggetto anche uno o più componenti della famiglia del minore il cui scopo intenzionale e predominante sia quello di isolare un minore o un gruppo di minori ponendo in atto un serio abuso, un attacco dannoso, o la loro messa in ridicolo”.
L’obiettivo che il provvedimento prefigge è quello di contrastare tale fenomeno in tutte le sue manifestazioni con azioni a carattere preventivo e con una strategia di tutela ed educazione nei confronti dei minori coinvolti, sia in merito alla posizione di vittime, sia in quella di responsabile di illeciti, con la garanzia di attuare interventi nell’ambito delle istituzioni scolastiche.
Viene estesa al cyberbullismo la procedura di ammonimento da parte del questore prevista per il reato di stalking (ex art. 612-bis c.p.). in caso di condotte come diffamazione (ex art. 595 c.p.), minaccia (ex art. 612 c.p.) e trattamento illecito di dati personali (ex art. 167 del codice della privacy) commessi mediante internet da minori ultraquattordicenni nei confronti di altro minorenne. Fino a quando non è proposta querela o non è presentata denuncia è applicabile la procedura di ammonimento da parte del questore.
Tracciare il profilo del cyberbullo non è semplice in quanto molti adolescenti sono sedotti dalla caratteristica dell’essere completamente anonimi e, in questo modo, non sono capaci di comprendere il disvalore dell’azione posta in essere, né il danno psicologico che può provocare nell’altrui persona. Alcune caratteristiche della personalità dei soggetti sono:
– Personalità dominante;
– Atteggiamenti propensi alla violenza rispetto ad altri individui;
– Difficolta nel seguire le regole;
– Mancanza di empatia;
– Tendenza a rivolgersi agli adulti con aggressività;
– Si vantano delle proprie capacità;
– Mettono in atto entrambi i tipi di aggressione: proattiva e reattiva.
Per prevenire e arginare gli episodi di bullismo e cyberbullismo, sempre più ragazzi e famiglie chiedono l’intervento ed il supporto delle agenzie investigative autorizzate, che possono raccogliere le prove da utilizzare per sporgere denuncia e da presentare eventualmente in sede di giudizio.
Il dossier investigativo realizzato dagli investigatori privati contiene sia i risultati delle indagini effettuate sul web, tramite attività OSINT e SOCMINT, sia i risultati delle indagini effettuate sul campo, tramite attività di monitoraggio e di pedinamento.
Gli investigatori preposti a questo tipo di indagine hanno il know-how e le caratteristiche necessarie per monitorare dall’interno gli ambienti fisici e virtuali frequentati dai ragazzi, ottenendo informazioni più dettagliate e carpendo al meglio abitudini e codici comportamentali.
Non è solo la vittima a dover essere tutelata, ma anche i ragazzi che, non riuscendo a controllare la loro impulsività, possono cagionare anche non volendo dei danni agli altri, con conseguenze legali estremamente gravi.
Come possono intervenire gli investigatori privati, in questi casi?
– Attività di Web Intelligence OSINTe SOCMINT per la raccolta di elementi di prova dal web;
– Attività di monitoraggio e di pedinamento;
– Testimonianzain Tribunale, per confermare quanto riportato nel Dossier investigativo, se necessario.
Fonte: criminologiaicis.it
