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La distinzione tra eredi legittimi e legittimari è molto profonda, sebbene i due concetti possano sembrare simili. La differenza risiede nelle circostanze della divisione dell’eredità: gli eredi legittimi vengono considerati quando non esiste un testamento valido, mentre i legittimari sono contemplati quando è stato redatto un testamento.
A tal proposito, è doveroso prima citare le due tipologie secondo cui possiamo definire un erede. La prima è la successione legittima che avviene quando non c’è un testamento valido o questo non è stato scritto e i beni vengono suddivisi secondo le leggi civili, privilegiando i familiari più stretti o, se questi non ci sono o rinunciano all’eredità la successione si apre fino ai parenti entro il sesto grado. Se non ci sono neanche questi (o rinunciano), l’eredità finisce allo Stato.
Tali regole sono note come successione legittima o “secondo legge”, proprio perché non tiene conto della volontà del de cuius, che non è stata mai espressa, ma delle norme del Codice civile.
Al contrario, la successione testamentaria considera la volontà espressa nel testamento, con l’obbligo di riservare una quota ai coniugi e ai figli, o ai genitori in mancanza dei figli. Ad esempio, nel caso in cui Tizio muore, ma prima di morire ha lasciato tutto il suo patrimonio in donazione alla badante, il figlio Caio è erede legittimario e pertanto può impugnare le donazioni che il padre ha fatto alla badante per ottenere la sua quota di legittima.
Tali soggetti sono chiamati eredi legittimari e la quota, che ad essi riserva la legge, si chiama legittima, cioè quella parte del patrimonio del defunto deve necessariamente andare agli eredi legittimari.
La confusione tra i due termini può derivare dalla loro somiglianza linguistica, ma è importante comprendere che tutti i legittimari sono anche legittimi, mentre non tutti gli eredi legittimi sono legittimari, poiché alcuni familiari più lontani non hanno diritto alla quota di legittima in presenza di testamento.
Il rintraccio degli eredi può risultare un’operazione complessa e delicata, ma necessaria in molti casi, soprattutto quando si tratta di questioni legali o di recupero crediti insoluti. Infatti, nel caso in cui il soggetto defunto non avesse lasciato un testamento o le informazioni sui parenti subentrati nella posizione giuridica risultassero incomplete, occorre procedere con un’indagine per il rintraccio degli eredi. Per questo, è consigliabile rivolgersi ad un professionista in grado di analizzare la situazione, come un’agenzia investigativa autorizzata dove gli investigatori privati possono offrire servizi come:
-Attività finalizzata a rintracciare i dati anagrafici di eventuali eredi legittimi (coniuge, figli legittimi, figli naturali, gli ascendenti legittimi).
-Rintraccio rapporti bancari;
-Verificare la presenza di beni del de cuius;
-Servizio finalizzato a conoscere l’accettazione o la rinuncia all’eredità sul conto del nominativo segnalato.
Fonte: laleggepertutti.it
