Confidentiality Guaranteed
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Le piattaforme di messaggistica sono sempre più utili alle indagini: i messaggi, le foto delle conversazioni o gli screenshot possono infatti documentare molestie, minacce, comportamenti persecutori o violazioni di provvedimenti dell’autorità giudiziaria. Quando però uno screenshot può essere utilizzato come prova durante un procedimento penale?
Sulla questione è intervenuta la Corte di Cassazione penale, sezione V, con la sentenza n. 24803 del 2 luglio 2026, con cui affronta il rapporto tra la tutela della segretezza delle comunicazioni e la possibilità, per una delle due parti, di conservare e consegnare il contenuto di una conversazione per tutelarsi legalmente.
Il caso
La vicenda esaminata dalla Corte riguarda un procedimento penale per atti persecutori e per violazione di un provvedimento cautelare. Tra le prove utilizzate durante il processo erano presenti degli screenshot di messaggi scambiati tra l’imputato e la persona offesa. La difesa aveva contestato il loro utilizzo, sostenendo che le schermate avrebbero dovuto essere acquisite con modalità più rigorose e verificando i dispositivi dalle quali provenivano.
La risposta della Corte si fonda sulla distinzione tra l’acquisizione di una comunicazione da parte di un soggetto estraneo e quella da parte di uno degli interlocutori. I messaggi digitali sono tutelati dall’art. 15 della Costituzione, che protegge la libertà e la segretezza delle comunicazioni; secondo la Cassazione, però, questa tutela non impedisce a chi ha partecipato legittimamente alla conversazione di conservarne il contenuto e di usarlo per tutelare un proprio diritto. Per questo motivo l’acquisizione di screenshot da parte di uno degli interlocutori non è un’attività di intercettazione o un’acquisizione occulta della corrispondenza altrui.
È importante sottolineare che questa sentenza non rende automaticamente attendibile e valido qualsiasi screenshot: la provenienza, l’autenticità e l’integrità devono essere sempre verificate, prima di ammettere lo screenshot come prova.
Il supporto delle agenzie investigative
In questi casi, conservare le prove in modo corretto è di fondamentale importanza, in quanto possono contribuire a ricostruire la condotta persecutoria e possono aiutare a tutelarsi. Affidarsi ad un’agenzia investigativa può essere d’aiuto soprattutto per la corretta e lecita acquisizione e conservazione delle prove digitali. In particolare, Tarricone Investigazioni può agire attraverso:
– Attività di Digital Forensics, per acquisire, conservare e documentare correttamente i dati informatici, tra cui chat, e-mail, SMS e chiamate.
– Acquisizione dei dati da dispositivi mobili, per estrarre conversazioni, file e informazioni presenti su smartphone e tablet, spesso anche se cancellati o non più visibili all’utente.
Tutto il materiale raccolto viene poi organizzato in un dossier investigativo dettagliato, contenente tutte le prove raccolte, utilizzabile in sede giudiziaria.
Fonte: www.studiocataldi.it
