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I due esperti Dimitris I. Tsomokos, della School of Psychology and Neuroscience dell’Università di Glasgow e George M. Slavich dell’Università di Los Angeles, hanno pubblicato recentemente uno studio sul Nature Mental Health, nel quale viene analizzata la correlazione tra il bullismo subito da bambini e l’aumento dei problemi di salute mentale durante l’adolescenza, in particolare entro i 17 anni, a causa della sfiducia interpersonale.
Dalle indagini, effettuate su un campione di 10.000 giovani del Millennium Cohort Study del Regno Unito, è emerso che chi è stato vittima di bullismo durante gli 11 anni ha avuto difficoltà psicologiche da adolescente, poiché ha coltivato nel tempo sfiducia verso il prossimo.
Secondo lo studio, dunque, chi è stato vittima di minaccia sociale, come il bullismo, è 3,5 volte più predisposto a sviluppare un problema di salute mentale (tipo ansia, depressione, iperattività e rabbia) rispetto ai coetanei che hanno invece un atteggiamento fiducioso verso gli altri.
“Gli adolescenti con schemi di sicurezza sociale più positivi, confermati da livelli più bassi di sfiducia, erano molto meno propensi ad avere difficoltà di internalizzazione e esternalizzazione, e erano più protetti dagli impatti negativi del bullismo” spiegano Tsomokos e Slavich.
Anche per questa ragione non bisogna mai sottovalutare gli episodi di bullismo, pensando che possano essere semplici “ragazzate”, prive di conseguenze.
Ciò che il bullismo provoca emotivamente e mentalmente nei preadolescenti e poi negli adolescenti può essere estremamente grave, oltre al fatto che spesso il bullismo si traduce in violenza fisica, oltre che verbale.
Per prevenire e arginare gli episodi di bullismo e cyberbullismo, sempre più ragazzi e famiglie chiedono l’intervento ed il supporto delle agenzie investigative autorizzate, che possono raccogliere le prove da utilizzare per sporgere denuncia e da presentare eventualmente in sede di giudizio.
Il dossier investigativo realizzato dagli investigatori privati contiene sia i risultati delle indagini effettuate sul web, tramite attività OSINT e SOCMINT, sia i risultati delle indagini effettuate sul campo, tramite attività di monitoraggio e di pedinamento. Non è solo la vittima a dover essere tutelata, ma anche i ragazzi che, non riuscendo a controllare la loro impulsività, possono cagionare anche non volendo dei danni agli altri, con conseguenze legali estremamente gravi.
Come possono intervenire gli investigatori privati, in questi casi?
– Attività di Web Intelligence OSINT e SOCMINT per la raccolta di elementi di prova dal web;
– Attività di monitoraggio e di pedinamento;
– Testimonianza in Tribunale, per confermare quanto riportato nel Dossier investigativo, se necessario.
Fonte: dica33.it
