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Anche un semplice souvenir può essere oggetto di una controversia commerciale. Questo è quanto emerge da una pronuncia recente del Tribunale di Venezia riguardo al rapporto tra tutela del prodotto e concorrenza sleale.
La concorrenza sleale
La concorrenza sleale si verifica quando un’impresa mette in atto dei comportamenti scorretti per danneggiare un concorrente o ottenere un vantaggio sul mercato. Si tratta di condotte che vanno oltre la normale competizione commerciale e che possono compromettere la reputazione o gli interessi di un’altra impresa.
Il caso
La vicenda riguarda una linea di magneti ideata da un grafico dipendente di una società che ne curava la produzione e la commercializzazione. Successivamente sono apparsi sul mercato prodotti molto simili, messi in commercio da un’altra impresa.
La società originaria aveva quindi chiesto l’intervento del giudice, sollecitando l’adozione di provvedimenti cautelari contro la commercializzazione dei prodotti ritenuti simili. In particolare, la società si è appellata al diritto d’autore, ma il Tribunale di Venezia, tramite l’ordinanza del 31 agosto 2026, non ha ritenuto che i souvenir potessero beneficiarne. Secondo la valutazione del giudice, infatti, i souvenir sono oggetti destinati alla produzione e alla vendita in serie tramite degli stampi, e per questo non possono essere considerati sufficientemente riconducibili a un’opera creativa tutelabile dal diritto d’autore.
Il Tribunale di Venezia, però, ha ritenuto illegittima la vendita di un prodotto così simile, ricorrendo alla disciplina della concorrenza sleale. L’elevata somiglianza tra i prodotti, infatti, valutata in relazione al mercato di riferimento e ai bassi prezzi delle calamite, è stata ritenuta idonea a creare una possibile confusione sulla loro provenienza. Il Tribunale ha quindi vietato all’impresa l’ulteriore produzione, distribuzione e commercializzazione dei magneti oggetto di controversia.
Il sostegno delle agenzie investigative
Una controversia di questo tipo pone due domande fondamentali: come dimostrare concretamente che un concorrente sta imitando un prodotto e come raccogliere gli elementi utili a tutelarsi?
Quando un’azienda sospetta di essere vittima di fenomeni di concorrenza sleale e vuole raccogliere gli elementi necessari per provarlo, può affidarsi a un’agenzia investigativa autorizzata, la quale può individuare e documentare tempestivamente, e rispettando la normativa vigente, eventuali condotte scorrette.
In particolare, Tarricone Investigazioni può supportare l’azienda tramite attività di indagine finalizzate a verificare e documentare gli eventuali comportamenti illeciti, tra cui:
– attività di web intelligence (OSINT e SOCMINT);
– attività di osservazione sul territorio;
– attività di monitoraggio del mercato e dei canali di vendita.
In questi casi può essere molto utile anche effettuare delle attività di Mystery Shopping, utilizzando anche la tecnica del cosiddetto Trap purchase, ossia l’acquisto dei prodotti oggetto di indagine allo scopo di comparare il prodotto “copiato” con l’originale.
Al termine delle attività viene redatto un dossier dettagliato con valore legale in sede di giudizio. Inoltre, se necessario, gli investigatori privati possono essere chiamati a testimoniare in tribunale per confermare quanto documentato all’interno del dossier.
Fonte: dirittoaldigitale.com
