Confidentiality Guaranteed
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Con il passare degli anni si è avuto un continuo miglioramento della tecnologia, e oggi quasi tutto dipende da essa, da semplici ricerche di informazioni, fino al controllo del proprio patrimonio e la gestione di documenti.
Ciò facilita molto il progredire di una società, aumentandone anche la sicurezza; ma se da un lato è tutto rose e fiori, dall’altro è anche vero che ormai ogni elemento personale è sul web.
Non sono solo gli utenti ad avere tutto a portata di mano, ma anche gli hacker, che negli anni si sono sempre più evoluti, con metodi sempre più sofisticati di truffa, tra i quali spicca il phishing nelle sue molteplici forme.
Il tradizionale phishing consiste nell’inviare comunicazioni elettroniche generiche a più utenti possibili, sperando che qualcuno abbocchi.
Ciò che veramente preoccupa, nell’ultimo periodo, è una particolare forma di phishing: lo “spear phishing”.
“Spear” in italiano significa “lancia”, dunque il significato letterale è “pesca con lancia”. Si tratta di una truffa realizzata dai cybercriminali attraverso e-mail, messaggi sui social network o SMS. Il bersaglio è una singola persona o azienda, individuata con accortezza, attraverso lo studio delle informazioni personali che sono ricavabili su Internet, in particolare sui social network.
Spesso a essere presi di mira sono le figure professionali che posseggono informazioni importanti e specifiche delle aziende in cui lavorano, come ad esempio dirigenti e impiegati della contabilità. In questo caso l’attacco hacker prende il nome di whaling, ossia “caccia alle balene”, poiché punta ai pesci grossi, che detengono le informazioni più preziose.
Per riuscire nel loro intento, gli hacker studiano in maniera approfondita la persona o l’azienda che vogliono colpire: cercano online contatti, profili social e tutto ciò che può servire per rendere la loro e-mail o il loro SMS più credibile.
Lo spear phishing può presentare una serie di varianti:
-Attacco alle mail aziendali: si crea una mail molto simile all’originale, e si sottraggono i dati a tutti coloro che fanno riferimento a quell’azienda;
-Whaling:consiste nel prendere di mira le figure di spicco, ossia tutti coloro da cui si potrebbero ricavare informazioni preziose;
-Angler phishing:i truffatori creano finte pagine di assistenza clienti, aspettando ad esempio un reclamo, per poi chiedere dei dati alla vittima ed ottenere una serie di informazioni utili per attuare la truffa;
-Clone phishing:I truffatori duplicano le mail di alcune aziende, per inviare agli utenti false promozioni o offerte, e raccogliere, così, i loro dati.
Gli investigatori privati sono spesso chiamati ad intervenire in casi simili, su più fronti, al fianco degli utenti che hanno subito un attacco, mettendo in atto delle attività di web intelligence, OSINT e SOCMINT, e/o la bonifica dei dispositivi coinvolti come smartphone, tablet, pc e wearable devices, oltre ad attività di Computer forensics, Digital forensics e Cybersecurity.
In particolare, gli investigatori privati collaborano con le aziende, quando vengono coinvolti dei dipendenti, attivamente o passivamente. Sono gli stessi dipendenti, infatti, che possono mettere in atto degli illeciti informatici, data la facilità con la quale accedono alle informazioni che “fanno gola” alla cybercriminalità, o che possono agire in contrasto con le policy aziendali.
I controlli difensivi messi in atto dagli investigatori privati sono mirati a prevenire, ad individuare e a contrastare gli illeciti dei dipendenti, e consistono nelle classiche attività di monitoraggio e di pedinamento dei dipendenti infedeli (non sempre gli illeciti si fermano al virtuale: nella maggior parte dei casi hanno delle ripercussioni anche nel reale) e in attività di business intelligence e di cybersecurity, utili anche per l’analisi dei rischi informatici e la valutazione dei danni.
La Cybersecurity può funzionare correttamente solo se le misure tecniche adottate dall’azienda sono affiancate dalle misure che tutelano, perfezionano e curano lo human factor, il “fattore umano”.
Come possono intervenire gli investigatori privati, in questi casi?
-attività di monitoraggio e pedinamento del dipendente, per verificare il suo rispetto delle policy aziendali;
-attività di web intelligence, come le indagini OSINT e SOCMINT;
-cybersecurity;
-bonifica dei dispositivi coinvolti come smartphone, tablet, pc e wearable devices;
-indagini reputazionali;
-computer forensics, per l’individuazione, la conservazione, la protezione, l’estrazione, la documentazione e ogni altra forma di trattamento dei dati informatici.
Fonte: FIRSTNet/money.it
