Confidentiality Guaranteed
Confidentiality Guaranteed

Lo stalking, disciplinato dall’art. 612-bis del Codice penale, consiste in una serie di comportamenti reiterati – come minacce, molestie, pedinamenti, messaggi insistenti o controlli invasivi – che provocano nella vittima un grave stato di ansia o paura, un fondato timore per la propria incolumità o quella di persone vicine, oppure la costringono a modificare le proprie abitudini di vita.
In Italia questo reato è punito con la reclusione da uno a sei anni e sei mesi, con pene che possono aumentare se il fatto è commesso nei confronti di un coniuge o ex partner, di un minore, di una persona con disabilità oppure se l’autore utilizza strumenti informatici o telematici. In molti casi la procedibilità è a querela della persona offesa ma la legge prevede anche ipotesi di procedibilità d’ufficio, ad esempio quando il fatto è collegato ad altri delitti o ricorrono particolari circostanze aggravanti.
Sentenza 10088/2026
Con la sentenza n. 10088 del 2026, la Corte di Cassazione ha ribadito che il reato di atti persecutori può configurarsi anche attraverso una serie di comportamenti che, presi singolarmente, potrebbero apparire di lieve entità, ma che assumono rilevanza penale quando vengono reiterati nel tempo e producono nella vittima un grave stato di ansia, paura o un’alterazione delle normali abitudini di vita.
La Corte ha inoltre chiarito che, nei procedimenti per stalking, il giudice deve valutare la condotta nel suo complesso, considerando la continuità e la sistematicità delle azioni attuate, piuttosto che il singolo episodio isolato. Secondo i giudici, infatti, è proprio la ripetizione delle condotte persecutorie a rendere evidente la volontà di controllo, pressione o intimidazione nei confronti della persona offesa.
La pronuncia conferma anche l’importanza degli elementi indiziari e della ricostruzione complessiva dei fatti, sottolineando come l’accertamento del reato possa basarsi su una valutazione coordinata di molteplici episodi e circostanze tra loro coerenti.
Il caso concreto
Nel caso esaminato, i giudici si sono occupati di una situazione caratterizzata da una lunga serie di comportamenti persecutori e invasivi nei confronti della vittima. L’imputato aveva posto in essere controlli continui e mirati, arrivando a ispezionare ripetutamente l’autovettura della persona offesa e a compiere azioni considerate intimidatorie e intrusive, comprese condotte di danneggiamento.
La difesa aveva sostenuto che si trattasse di episodi isolati o comunque non sufficientemente gravi da integrare il reato di stalking. La Cassazione ha però respinto questa impostazione, evidenziando che il valore penale della condotta emergeva proprio dalla ripetizione sistematica degli episodi e dall’effetto complessivo prodotto sulla vittima, tale da generare ansia, timore e una concreta limitazione della libertà personale. Sensazioni che hanno reso decisiva la sentenza dei giudici, secondo cui non è necessaria la gravità o l’aperta minaccia del singolo atto: ciò che assume rilevanza è l’effetto persecutorio derivante dalla reiterazione delle condotte e dalla loro capacità di incidere sulla serenità psicologica della vittima.
La ricostruzione dei fatti è stata ritenuta coerente e sufficientemente solida da giustificare la conferma della condanna per atti persecutori prevista dall’articolo 612-bis del Codice penale.
Cyberstalking
Oggi il fenomeno dello stalking assume anche forme digitali. Infatti, le condotte persecutorie non si limitano ai pedinamenti o ai controlli fisici, ma possono manifestarsi attraverso messaggi insistenti, monitoraggio dei social network, utilizzo improprio di sistemi di geolocalizzazione, accessi non autorizzati ad account personali o continui tentativi di controllo tramite strumenti tecnologici.
Il cosiddetto “cyberstalking” rappresenta una delle evoluzioni più diffuse degli atti persecutori e richiede attività investigative sempre più specializzate, capaci di raccogliere prove informatiche e documentare comportamenti che spesso si sviluppano in modo silenzioso ma costante. Il cyberstalking può includere minacce, messaggi offensivi, diffusione di informazioni private, creazione di profili falsi e altre forme di molestia online.
Come può essere d’aiuto un’agenzia investigativa in caso di stalking e cyberstalking?
Un’agenzia investigativa può offrire un supporto concreto alle vittime di stalking raccogliendo elementi utili a dimostrare la reiterazione delle condotte persecutorie, da poter utilizzare in sede giudiziaria o per la presentazione di una querela.
La Tarricone investigazioni può intervenire attraverso attività quali:
– Contro-pedinamento della vittima, finalizzato a verificare la reiterazione della presenza e degli atti persecutori dello stalker.
La Tarricone investigazioni può supportare la vittima attraverso la Close Protection, un servizio di tutela personale svolto da professionisti della sicurezza che accompagnano la persona durante gli spostamenti quotidiani, gli appuntamenti di lavoro o in altre situazioni ritenute a rischio.
In questo modo, la vittima può contare sia su un maggiore livello di sicurezza personale sia su un supporto professionale nella raccolta di prove utili per la propria tutela.
Quando invece il persecutore agisce attraverso canali digitali, Tarricone Investigazioni mette a disposizione il servizio “Scoprichie”, attraverso il quale si può scoprire la reale identità delle persone che commettono cyberstalking e si celano dietro un account social.
Il servizio consente non solo di intervenire in situazioni già problematiche, ma anche di prevenire contatti con utenti potenzialmente pericolosi, aumentando il livello di sicurezza nelle interazioni digitali.
Inoltre, Tarricone Investigazioni può intervenire offrendo altri servizi specialistici, quali:
– attività di Web Intelligence (OSINT e SOCMINT), fondamentali per analizzare l’identità digitale del soggetto, ricostruirne la presenza online e raccogliere informazioni utili da fonti aperte e social network;
– attività di Digital Forensics, utilizzate per acquisire, conservare e documentare correttamente i dati informatici, garantendone l’integrità e la validità anche in ambito legale.
Tutto il materiale raccolto viene successivamente organizzato in un dossier investigativo dettagliato utilizzabile in sede giudiziaria. Inoltre, qualora necessario, gli investigatori possono essere chiamati a testimoniare in tribunale per confermare le attività svolte e gli elementi emersi durante l’indagine, contribuendo a rafforzare il valore probatorio delle informazioni raccolte.
In un contesto in cui le condotte persecutorie si sviluppano sempre più spesso, soprattutto a seguito dell’avvento degli strumenti digitali e delle piattaforme online, poter identificare tempestivamente l’autore delle molestie e documentarne i comportamenti rappresenta un elemento fondamentale per la tutela della vittima e per la prevenzione di ulteriori atti persecutori.
Fonti: federpol, siulp
