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Le relazioni sane sono basate sulla fiducia, il rispetto reciproco e la crescita comune, ma in momenti di fragilità possiamo finire coinvolti in dinamiche disfunzionali. Le “relazioni tossiche” (“toxic relationships”) sono quelle relazioni nelle quali il partner, per diverse ragioni, crea dei danni emotivi, mentendo, manipolando e generando un ambiente malsano.
Riconoscere le frasi che caratterizzano questi legami può essere utile per capire se siamo in una relazione nociva. Qui di seguito alcune delle espressioni più comuni che dovremmo imparare a riconoscere, poiché rappresentano le tipiche red flags che caratterizzano queste relazioni:
– “Visto che hai di meglio da fare, buonanotte”: può essere un tentativo di manipolazione per far sentire in colpa il partner perché non dedica tutto il proprio tempo alla relazione;
– “Non si può nemmeno scherzare”: è un modo per mettere in discussione le emozioni o reazioni, spesso usato da chi ha una personalità manipolatrice o narcisista;
– “Tu però puoi uscire con i tuoi amici”: segnale di gelosia e controllo, poiché il partner rinfaccia l’uscita con gli amici, ma quando si tratta di sé, si sente autorizzato a fare quello che vuole;
– “Sei abbastanza grande per decidere”: è un tentativo di sopraffazione emotiva, si cerca di far sentire insicuro il partner delle sue scelte e preferenze, spesso mettendo in discussione tutto;
– “Sei sempre esagerato/a”: frase usata dai narcisisti per minimizzare le reazioni legittime, facendo sembrare che l’altro sia troppo sensibile o irrazionale;
– “È tutta colpa tua!”: tipica frase usata per scaricare la responsabilità sull’altro, facendo sembrare che qualsiasi problema sia dovuto solo alle sue azioni, senza mai fare autocritica;
– “Io non l’ho mai detto, te lo stai inventando”: è una manipolazione della realtà, che fa dubitare della di sé, creando confusione e incertezza (“gaslighting”);
– “Se lo fai/non lo fai, allora mi perdi”: è un ricatto emotivo, una tecnica manipolatoria per costringere il partner a cambiare comportamento e tenerlo vicino a sé;
– “Non preoccuparti, non ti darò più fastidio”: altro esempio di manipolazione, che simula un cambiamento di atteggiamento per far sentire l’altro in colpa e continuare a controllarlo.
Sicuramente, in questi casi, è estremamente importante approfondire la conoscenza della persona che si ha accanto, non basandosi solo su quello che dice, ma prendendo atto della verità sul suo conto.
Spesso in una relazione tossica vi sono più bugie, tradimenti e manipolazione di quanto crediamo.
È importante rivolgersi a dei professionisti, come gli investigatori privati autorizzati, che raccolgono le prove online, con la ricerca di elementi che confermino l’identità del soggetto, la sua reputazione digitale e la sua presenza sul web, e soprattutto sul campo, lì dove possibile, con attività di monitoraggio e pedinamento del soggetto di interesse.
Come possono intervenire gli investigatori privati, in questi casi?
– Attività di Web Intelligence OSINT e SOCMINT, per la raccolta di elementi utili da fonti aperte e database;
– Attività di pedinamento e di monitoraggio del soggetto di interesse.
Fonte: thewom.it
