Confidentiality Guaranteed
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L’uso di droghe tra gli adolescenti sta diventando sempre più spaventoso, con una crescente diffusione di sostanze sintetiche e nuovi metodi di acquisto, come lo spaccio online.
Molti giovani, in particolare della generazione Z, cercano alternative alle droghe tradizionali come marijuana e cocaina, esplorando circuiti clandestini nel dark web e addirittura rubando farmaci nei medicinali di casa. Tra le nuove sostanze circolano anfetamine, metanfetamine, ecstasy e il pericoloso fentanyl, che vengono sempre più facilmente reperite attraverso piattaforme online.
Il consumo di queste sostanze sta avendo ripercussioni evidenti sulla salute dei giovani, con un aumento significativo degli accessi ai pronto soccorso per psicosi e abuso di droghe. Secondo le ultime indagini, circa il 10% degli adolescenti tra i 15 e i 19 anni ha sperimentato almeno una droga illegale, con un notevole incremento rispetto agli anni passati.
Oltre alla cannabis, che rimane la più diffusa, stanno emergendo nuove droghe sintetiche, come i cannabinoidi sintetici, la ketamina e gli oppioidi come, appunto, il fentanyl. Queste sostanze sono particolarmente pericolose perché i giovani spesso non ne comprendono appieno i rischi. Inoltre, la percezione del pericolo legato all’uso di droghe tra gli studenti è bassa, con solo poco più del 50% che riconosce i rischi reali.
Un dato preoccupante è l’aumento dei minorenni coinvolti in reati legati alle droghe: circa il 12% delle persone segnalate per possesso di sostanze sono under 18.
La situazione appare critica e richiede interventi urgenti per contrastare questa tendenza crescente tra i giovani.
Infatti, tutto ciò è collegabile al tema del controllo sui minori e della tutela della loro sicurezza in un contesto sempre più complesso. Il fenomeno descritto, in cui i giovani ricorrono al dark web per procurarsi droghe e sostanze pericolose, evidenzia una lacuna nel controllo sociale e familiare, ma anche una carenza nelle politiche di prevenzione e monitoraggio delle attività online dei minorenni.
Un esempio emblematico di come non sempre si riesca ad intervenire tempestivamente nelle dinamiche pericolose legate ai giovani è il caso di Andrea Prospero, che ha attirato l’attenzione sulla difficoltà di proteggere i giovani dalle influenze nocive, soprattutto quando si tratta di sostanze e attività criminali online.
Andrea era uno studente universitario al primo anno di informatica all’Università di Perugia, ed è morto suicida in una camera presa in affitto. Questo però non è stato un “semplice” suicidio: il giovane è stato spinto all’estremo gesto da un coetaneo, che non aveva mai incontrato dal vivo, ma solo sul web. A lui aveva confidato problemi, ansie ed insofferenze rispetto alla vita universitaria ed il pensiero di farla finita. Sempre sul web, Andrea, ha conosciuto un ragazzo residente in Campania che gli ha venduto le sostanze che ha assunto prima di morire. I dettagli del caso sono ancora da chiarire ma la sua vicenda, solleva interrogativi sulla capacità di monitorare le attività dei giovani e di proteggerli dalla pressione dei gruppi criminali.
Le famiglie, le scuole e le forze dell’ordine sono chiamate a unire gli sforzi per implementare strategie di sorveglianza, ma anche di educazione e sensibilizzazione sui rischi del consumo di droghe e sull’uso sicuro e consapevole di internet, perché oltre a cyberbullismo e vendita di sostanze illecite, esistono delle “challenge” (Blue Whale, Samara, Boiler summer cup) che incitano a comportamenti ed attività altamente pericolose, facendole passare per sfide apparentemente innocue che, però, negli ultimi anni hanno causato centinaia di morti.
È necessario garantire che i genitori possiedano gli strumenti per monitorare le attività online dei figli e che le autorità siano pronte a intervenire contro le reti di spaccio virtuali, che spesso sfuggono alla visibilità tradizionale.
Queste attenzioni sono importanti, ma purtroppo non sempre bastano, per cui sarebbe utile affidarsi a esperti del settore, come gli investigatori privati, specializzati in Web Intelligence OSINT e SOCMINT e in indagini per il controllo minori. I genitori possono contattare un’agenzia investigativa autorizzata, non solo col fine di controllare l’attività online del minore, ma di controllarlo anche fuori casa. Gli investigatori privati, infatti, possono compiere attività di pedinamento e monitoraggio del minore.
Come possono intervenire gli investigatori privati, in questi casi?
– attività di Web Intelligence OSINT e SOCMINT per la raccolta di elementi di prova dal web;
– attività di pedinamento e di monitoraggio del minore, per verificare la sua condotta e le sue frequentazioni fuori dalle mura domestiche;
– attività di Computer Forensics, per l’estrazione e la conservazione dei dati digitali;
– Testimonianza in Tribunale, per confermare quanto riportato nel Dossier investigativo, se necessario.
Fonte: la Gazzetta del Mezzogiorno
