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Secondo i nuovi dati dell’Osservatorio Italiano sull’Infedeltà 2025, oggi il vero obiettivo sentimentale è la stabilità di coppia. Vi è però una contraddizione: il 49% pensa che si possa tradire anche restando innamorati del proprio partner.
Il tradimento è una costante della storia delle relazioni: esiste da sempre e continua a rappresentare una possibilità che inquieta, anche quando ci si convince che “a noi non succederà”. Tuttavia in Italia sembra emergere un rinnovato interesse per la monogamia. Dopo aver guidato per anni la classifica europea dell’infedeltà — con un picco del 45% nel 2022 — il fenomeno mostra ora segnali di rallentamento.
A evidenziarlo è l’Osservatorio Italiano sull’Infedeltà 2025, un’indagine condotta da YouGov e promossa da Gleeden, piattaforma specializzata in incontri extraconiugali che da quasi un decennio collabora con istituti di ricerca internazionali per studiare l’evoluzione delle relazioni, della sessualità e dell’infedeltà. L’analisi, basata su un campione di oltre 1.500 persone tra i 18 e i 65 anni, registra un calo dei tradimenti pari all’11%.
Si tradisce davvero meno?
Il momento storico attuale sembra spingere gli italiani verso una maggiore ricerca di sicurezza emotiva, anche nella vita di coppia. Sei persone su dieci indicano infatti la relazione stabile come priorità sentimentale, percentuale che sale al 64% tra i giovani della Generazione Z (18–28 anni). I più giovani appaiono quindi particolarmente orientati alla costruzione di legami duraturi, forse per trovare un punto di riferimento in un contesto segnato da crisi continue.
Il 73% degli intervistati crede ancora nella possibilità di un amore esclusivo; quasi la metà (49%) considera la monogamia una scelta naturale e oltre l’80% ritiene possibile restare fedeli alla stessa persona per tutta la vita — dato che arriva all’88% tra i Gen Z.
Nonostante ciò, quattro italiani su dieci dichiarano di aver tradito almeno una volta, portando il tasso d’infedeltà del 2025 al 40% (contro il 45% del 2022 e il 44% del 2019). I giovani risultano i più fedeli: solo il 23% ammette un tradimento.
Che cosa viene considerato tradimento?
Il ritorno a una visione più tradizionale della coppia emerge anche dall’ampliamento delle azioni ritenute inequivocabilmente infedeli. Oltre ai rapporti sessuali regolari (94%) o occasionali (90%), oggi quasi nove persone su dieci considerano tradimento anche baciare qualcun altro, fare sexting o flirtare in modo esplicito — comportamenti che nel 2022 erano giudicati molto meno severamente.
Chi tradisce nel 2025, però, lo fa senza troppi rimorsi: solo il 41% dichiara di pentirsene, mentre la maggioranza non prova rimpianto. Le motivazioni restano le stesse nel tempo: attrazione fisica (47%), carenza di attenzioni (34%) e voglia di novità (23%).
Cosa fare se si ha il sospetto di essere traditi?
Sicuramente, se si sospetta di essere traditi, il primo passo da fare è conoscere la verità, e per farlo è fondamentale affidarsi a dei professionisti, come gli investigatori privati autorizzati.
Gli investigatori privati effettuano delle indagini per verificare la fedeltà del coniuge, sia sul campo, monitorando e pedinando il partner infedele, per la raccolta delle prove concrete e incontestabili del tradimento, sia online, tramite attività di Web Intelligence OSINT/SOCMINT per la raccolta di prove soprattutto dai social network, che spesso forniscono elementi molto utili ai fini dell’intera indagine.
Ogni attività di indagine viene studiata insieme al cliente in fase di consulenza, per poter ottenere le prove utili nei tempi e nelle modalità più adatti alla specifica situazione ed esigenza.
Come possono intervenire gli investigatori privati, in questi casi?
• Attività di monitoraggio e di pedinamento del partner infedele;
• Attività di Web Intelligence OSINT e SOCMINT per la raccolta di elementi di prova dal web: è spesso lo stesso partner infedele a pubblicare online prove delle sue condotte disoneste.
Fonte: cosmopolitan.com
