Confidentiality Guaranteed
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La presenza di un lavoratore in stato di ebbrezza durante l’orario di servizio può incidere significativamente sulla qualità della prestazione lavorativa e compromettere la sicurezza dei colleghi, dei clienti e dell’intera organizzazione aziendale, con possibili ripercussioni anche sull’immagine dell’impresa.
Su questo tema è intervenuto il Tribunale di Napoli con la sentenza n. 4384 del 12 maggio 2026, confermando la legittimità del licenziamento per giusta causa di un dipendente trovato in stato di ubriachezza durante il servizio. La pronuncia offre interessanti spunti di riflessione sia sotto il profilo disciplinare sia in relazione all’importanza delle attività di accertamento e raccolta delle prove.
Il caso specifico
La vicenda trae origine dal comportamento di un dipendente sorpreso in evidente stato di alterazione alcolica mentre era impegnato nello svolgimento delle proprie mansioni lavorative.
L’aspetto che ha assunto particolare rilevanza nel giudizio riguarda il ruolo ricoperto dal lavoratore all’interno dell’azienda. Il dipendente, infatti, svolgeva attività a diretto contatto con il pubblico, rappresentando di fatto l’immagine dell’impresa nei confronti di clienti e utenti.
Secondo quanto evidenziato dal giudice, la condizione di ubriachezza non ha inciso esclusivamente sulla corretta esecuzione della prestazione lavorativa, ma ha determinato un concreto rischio di pregiudizio per la reputazione aziendale e per il rapporto fiduciario che deve necessariamente caratterizzare ogni rapporto di lavoro subordinato.
La condotta contestata è stata quindi valutata non soltanto in relazione al comportamento tenuto dal lavoratore, ma anche alla luce delle responsabilità connesse alle mansioni affidategli e del contesto in cui il fatto si è verificato.
Con la sentenza n. 4384/2026, il Tribunale di Napoli ha ritenuto legittimo il licenziamento per giusta causa disposto dal datore di lavoro.
Nelle motivazioni, il giudice ha richiamato il consolidato principio della proporzionalità della sanzione disciplinare, precisando che la gravità di una condotta non può essere valutata in modo astratto, ma deve essere analizzata caso per caso, tenendo conto delle concrete circostanze in cui si è verificata.
Nel caso in esame, il fatto che il lavoratore operasse a diretto contatto con il pubblico ha rappresentato un elemento determinante. Lo stato di ebbrezza è stato infatti ritenuto incompatibile con le responsabilità proprie della mansione svolta e idoneo a compromettere irreparabilmente il rapporto fiduciario con il datore di lavoro.
La sentenza conferma quindi che, in presenza di comportamenti particolarmente gravi e potenzialmente lesivi dell’immagine aziendale, il licenziamento può costituire una misura pienamente proporzionata e legittima.
Il ruolo dell’agenzia investigativa
In procedimenti disciplinari di questo tipo, uno degli aspetti più delicati riguarda la dimostrazione dei fatti contestati. Anche quando il comportamento del dipendente appare particolarmente grave, il datore di lavoro deve essere in grado di fornire prove concrete e utilizzabili in giudizio.
In questo contesto, Tarricone Investigazioni può svolgere un ruolo fondamentale nell’accertamento di condotte che possano arrecare danno all’azienda o compromettere il rapporto fiduciario con il lavoratore.
Le investigazioni aziendali possono risultare particolarmente utili nei casi di:
– violazioni delle norme di sicurezza sul lavoro;
– comportamenti incompatibili con le mansioni svolte;
– abuso di sostanze alcoliche durante il servizio;
– assenteismo strategico;
– svolgimento di attività incompatibili durante periodi di malattia;
– comportamenti lesivi dell’immagine aziendale;
– violazioni degli obblighi di fedeltà e correttezza.
Nel caso specifico, Tarricone Investigazioni può intervenire attraverso attività di monitoraggio e pedinamento del dipendente per verificare se quest’ultimo durante l’orario di lavoro faccia uso di alcolici, compromettendo così la reputazione aziendale
L’attività investigativa assume particolare importanza proprio nei casi in cui la gravità della condotta deve essere dimostrata in modo rigoroso e oggettivo, come richiesto dalla giurisprudenza in materia di licenziamento disciplinare.
Tutto il materiale raccolto attraverso le attività di indagine viene successivamente organizzato in un dossier investigativo dettagliato, utilizzabile in sede giudiziaria. Inoltre, qualora necessario, gli investigatori possono essere chiamati a testimoniare in tribunale per confermare le attività svolte e gli elementi emersi durante l’indagine, contribuendo a rafforzare il valore probatorio delle informazioni raccolte.
La sentenza n. 4384 del 12 maggio 2026 del Tribunale di Napoli conferma ancora una volta come il comportamento del lavoratore debba essere valutato alla luce delle mansioni svolte e delle responsabilità connesse al ruolo ricoperto.
Per le imprese, la legittimità di un provvedimento disciplinare passa inevitabilmente attraverso la corretta raccolta delle prove. Per questo motivo, il supporto di professionisti specializzati nelle investigazioni aziendali può rappresentare uno strumento prezioso per accertare i fatti, tutelare gli interessi aziendali e garantire che ogni decisione sia fondata su elementi oggettivi e adeguatamente documentati.
Fonti: AGI – Avvocati Giuslavoristi Italiani; edotto; sentenza 4383/2026
