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Un nuovo caso di infedeltà aziendale è avvenuto ad Anzola, vicino a Bologna, in una nota azienda che produce macchine per il gelato. Si tratta di furto aggravato di macchine per il gelato dal valore complessivo di 100mila euro, da parte di un 48enne nigeriano e un 47enne iracheno, residenti a Ravenna.
I due soggetti erano dipendenti dell’azienda e avevano sfruttato le loro mansioni per architettare un piano e non essere scoperti dalla ditta produttrice. Infatti, dalle indagini dei Carabinieri di Bologna è emerso che il 48enne, incaricato dello smaltimento rifiuti presso l’azienda attendeva il complice 47enne che trasportava tramite muletto le macchine da gelato all’interno del furgone.
Il 47enne iracheno era stato precedentemete cliente e compratore presso tale l’azienda delle macchine succitate, che successivamente rivendeva in Medio Oriente. Per cui, sulla base di ciò era già a conoscenza del valore di mercato di tali macchine.
Per fortuna la prontezza dei Carabinieri di Bologna ha consentito di cogliere in flagranza di reato la merce dal furgone, del valore complessivo di 70mila euro, restituendo tutto al legittimo proprietario, che ha disposto il licenziamento per giusta causa, in quanto tale furto non comporta il solo danno economico, ma anche la rottura del vincolo fiduciario tra datore di lavoro e dipendente.
Per far sì che il licenziamento sia legittimo il datore di lavoro ha l’onere della prova, cioè dovrà munirsi delle prove che attestino l’illiceità del comportamento dei dipendenti.
Ecco perché le aziende si rivolgono alle agenzie investigative autorizzate per i cosiddetti controlli difensivi, in modo da ottenere le prove degli illeciti da utilizzare in giudizio, per la tutela dei propri diritti.
Solitamente le prove si ottengono in brevi periodi di tempo, grazie a delle attività di monitoraggio e di pedinamento dei dipendenti infedeli, coadiuvate anche da attività di Web Intelligence OSINT e SOCMINT per esaminare il loro comportamento online e raccogliere elementi utili dal web.
Molto utile, in questi casi, è, ad esempio, il Mystery Shopping: l’investigatore privato si finge un cliente, ed in questo modo può raccogliere le prove dell’illecito messo in atto dal lavoratore. La tecnica classica, utilizzata in questo tipo di indagine, è quella del cosiddetto Trap purchase, ossia l’acquisto di un bene o di un servizio mirato ad individuare e a raccogliere le prove dell’illecito.
Rientra nei controlli difensivi anche la videosorveglianza, che il datore di lavoro può mettere in atto anche grazie agli investigatori privati, senza dover chiedere preventivamente un accordo sindacale o l’autorizzazione dell’Ispettorato del lavoro, poiché lo scopo è quello di provare l’illecito per tutelare il patrimonio aziendale.
Come possono intervenire gli investigatori privati, in questi casi?
-Attività di monitoraggio e di pedinamento del dipendente infedele;
-Attività di Mystery Shopping e/o Assunzioni Programmate;
-Attività di Web Intelligence OSINT e SOCMINT per la raccolta di elementi di prova dal web;
-Installazione telecamere occulte;
-Mystery Shopping.
FONTE: bolognatoday.it;
