Confidentiality Guaranteed
Confidentiality Guaranteed

Quando un datore di lavoro nutre dubbi sulla correttezza di un’assenza per malattia, e ha un sospetto concreto e fondato, può ricorrere ad un’agenzia investigativa per verificare e documentare i reali comportamenti del dipendente.
Il caso specifico
Il caso riguarda un operaio metalmeccanico dipendente di un’azienda in provincia di Reggio Emilia, il quale aveva presentato delle certificazioni mediche che indicavano una condizione di forte ansia e attacchi di panico, con prescrizione di Xanax “al bisogno”, da parte di medici di medicina generale. L’azienda aveva maturato alcuni dubbi sulle condizioni del lavoratore, e gli aveva quindi chiesto di sottoporsi ad una visita specialistica per ulteriori accertamenti, ma il dipendente rifiutò.
L’azienda si era allora rivolta ad un’agenzia investigativa, la quale ha documentato alcuni spostamenti effettuati dal lavoratore durante il periodo di assenza. In particolare, l’uomo aveva fatto dei viaggi tra le Marche, in cui si era visto con amici, la Svizzera e la Lombardia, tornando infine in Emilia-Romagna.
L’azienda, a seguito delle indagini, ha disposto il licenziamento del lavoratore, il quale però ha deciso di impugnare il provvedimento. Il tribunale di Reggio Emilia, nel procedimento di primo grado, aveva respinto il ricorso del dipendente, ritenendo legittimo il licenziamento e riconoscendo anche la legittimità dell’attività investigativa, in quanto erano presenti dubbi concreti sulla veridicità dello stato di malattia del lavoratore. Il lavoratore decise di fare nuovamente ricorso, ma la Corte d’Appello di Bologna confermò la decisione presa in primo grado. I giudici hanno considerato non solo le prove raccolte dagli investigatori, ma anche degli accertamenti medico-legali che sono stati effettuati durante il processo. Infatti, precisa la Corte, mancava una certificazione specialistica effettuata da uno psichiatra e non risultavano adeguatamente documentati diversi elementi utilizzati solitamente per formulare una diagnosi psichiatrica, tra cui l’andamento, l’evoluzione e la gravità del disturbo, e la risposta alla terapia. La Corte ha quindi ritenuto che le condotte documentate durante il periodo di malattia fossero incompatibili con quanto dichiarato dal lavoratore, e per questo idonee a incidere sul rapporto fiduciario con l’azienda.
È importante specificare che la decisione della Corte non si basa sul fatto che l’uomo fosse fuori casa, in quanto le attività o gli spostamenti durante il periodo di malattia non costituiscono automaticamente la violazione degli obblighi del lavoratore. La valutazione deve essere effettuata considerando caso per caso la patologia, le indicazioni mediche, il comportamento tenuto e l’eventuale incidenza di tale comportamento sulla guarigione o sul rientro dal lavoro. Inoltre, in situazioni in cui la malattia non è fisica ma riguarda un disturbo psicologico, è necessario integrare le attività svolte dall’agenzia investigativa con le valutazioni e gli accertamenti effettuati da medici competenti.
Il supporto delle agenzie investigative
Quando sussistono elementi oggettivi che fanno sorgere un fondato dubbio sulla correttezza di un’assenza per malattia, un’agenzia investigativa può essere incaricata di svolgere accertamenti nel rispetto della normativa vigente e nei limiti previsti per i controlli sui lavoratori. In particolare, Tarricone Investigazioni può agire attraverso:
– Attività di monitoraggio e di pedinamento del dipendente, per verificare i comportamenti adottati durante il periodo di malattia;
– Attività di web intelligence (OSINT e SOCMINT), per la raccolta di elementi di prova dal web.
Al termine delle attività viene redatto un dossier dettagliato contenente tutte le informazioni raccolte, corredato da report fotografici e video e, nel caso ci fosse la necessità, gli investigatori possono essere chiamati a testimoniare in tribunale, contribuendo a rafforzare il valore probatorio delle informazioni raccolte.
Fonte: CorrierediBologna.it
