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Negli ultimi 3 anni sono stati riportati 123 episodi di violenza all’interno degli istituti scolastici. Tra le regioni con il numero più elevato di episodi si colloca la Lombardia con 15 episodi, pari a circa il 12,2%. Secondo un sondaggio somministrato a 1.500 famiglie, è emerso che le principali cause dell’aumento degli episodi di violenza sono da cercare al di fuori del contesto scolastico, ad esempio, nella scarsa collaborazione tra genitori e docenti.
Ad oggi, la tendenza è positiva: i dati registrati hanno subito una diminuzione tra gli anni scolastici 2023/2024 e il 2024/2025. Nonostante l’introduzione della legge n. 25/2024 che prevede aggravanti penali specifiche per reati commessi contro i docenti, gli episodi di violenza nel contesto scolastico continuano a verificarsi. Nell’ultimo periodo, come riportato da diverse testate giornalistiche, sono emersi due episodi rilevanti.
Il 25 marzo 2026, alle ore 7:45 circa, la professoressa Chiara Mocchi, insegnante di francese, è stata aggredita da un ragazzo di 13 anni, studente della scuola media Leonardo da Vinci (Bergamo). Il minore aveva pianificato l’azione portando con sé un coltello, una pistola scacciacani, uno spray al peperoncino e sostanze chimiche potenzialmente esplosive. Dalle indagini è emerso che in passato il ragazzino avesse già avuto dei problemi con la professoressa e, successivamente, la maglietta con la scritta “Vendetta” è stata interpretata come un chiaro segnale. I genitori del ragazzino hanno dichiarato di aver attivato un percorso di supporto psicologico per il figlio e, allo stesso tempo, hanno espresso preoccupazioni riguardo alle persone conosciute online ritenute influenti negativamente sul minore. La Procura per i minorenni di Brescia ha aperto fascicoli penali e civili per ricostruire i fatti e definire eventuali responsabilità. Il ragazzo, non imputabile, è stato collocato in una struttura protetta. Le indagini proseguono analizzando smartphone, contatti online e materiale trovato in casa, per accertare eventuali responsabilità di terzi e prevenire comportamenti violenti futuri.
Il 4 aprile 2026, la Digos di Firenze e Arezzo ha eseguito una perquisizione un ragazzo di 15 anni di Arezzo, indagato dalla Procura per i Minorenni di Firenze per propaganda e istigazione a delinquere per motivi di discriminazione razziale, etnica e religiosa. L’indagine è partita dal monitoraggio dei social, dove il giovane aveva espresso apprezzamento per l’aggressione subita dalla professoressa Chiara Mocchi il 25 marzo.
Nel corso della perquisizione sono stati sequestrati telefono, console per videogiochi e documenti cartacei. Sul cellulare è stato trovato un video in cui il ragazzo simulava gesti violenti con un coltello su un cuscino, oltre a scritti con riferimenti ad attentati e omicidi. Le indagini, coordinate dalla Procura minorile di Firenze, rientrano in un più ampio filone di monitoraggio dell’estremismo online con l’obiettivo di prevenire la diffusione di messaggi di odio e atti violenti.
Ruolo dell’agenzia investigativa
In casi come quelli riportati, se i genitori notano comportamenti aggressivi nei figli, anche attraverso dichiarazioni sui social, e temono che il ragazzo possa commettere atti violenti nei confronti di qualcuno, posso rivolgersi ad un’agenzia investigativa qualificata. Il supporto che offre l’agenzia investigativa non è solo limitato alle situazioni in cui emergono già segnali critici, ma si estende anche a un’ottica preventiva. Un intervento tempestivo può contribuire a prevenire l’escalation di comportamenti devianti, tutelando il minore e le persone che lo circondano.
Tarricone Investigazioni, in qualità di agenzia investigativa qualificata, offre un ampio ventaglio di servizi dedicati, tra cui:
– lo svolgimento di attività di web intelligence OSINT e SOCMINT, volte al controllo delle attività dei minori, mediante la ricerca, raccolta e analisi di informazioni provenienti da fonti aperte, come social network e profili online;
– attività di pedinamento e di monitoraggio del minore, per verificare la sua condotta, le sue frequentazioni fuori dalle mura domestiche, il rispetto delle regole e l’eventuale assunzione di sostanze stupefacenti. In questo modo è possibile intercettare in modo preventivo eventuali situazioni rischiose;
– il servizio scoprichie, che consente di identificare con precisione le persone con cui si interagisce online, con risultati disponibili in appena 48 ore. Questo servizio permette di prevenire contatti con utenti potenzialmente pericolosi;
– lo svolgimento di analisi forense di cellulari e tablet, volta a identificare attività sospette o comportamenti a rischio.
Tutte le attività svolte confluiscono nella creazione di un dossier investigativo completo, consegnato al cliente e dotato di valenza probatoria, fornendo elementi concreti e verificabili utili per prendere decisioni educative o preventive mirate, riducendo i rischi per la sicurezza del minore e di chi lo circonda.
Fonte: msn.com; corriere.it; ilgiorno.it; ilsussidiario.net; lanazione.it; virgilio.it; sistemapenale.it; ilsole24ore.com
